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Chiacchiere e appunti di un’emigrante per scelta

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The book of negroes

Pubblicato da crnfva su febbraio 5, 2010

di Lawrence Hill

E’ più di un anno che sento parlare di questo libro. Mi imbatto in recensioni, articoli, gnte che ne parla. Non ho mai prestato molta attenzione, i romanzi in stile “biografia completa del protagonista” non sono mai stati il mio forte.

Poi sotto Natale l’ho ordinato in biblioteca, avevo voglia di letture d’evasione. E l’ho letto. D’un fiato. Sono evasa, eccome, dalla realtà per un paio di giorni.

Non è il libro più bello che abbia mai letto, ne’ probabilmente il più interessante. Ma è scritto con mestiere, e la protagonista, una giovane donna africana rapita da adolescente e rivenduta come schiava sulle coste della Carolina, che parla in prima persona della propria esperienza, è un personaggio “larger then life” come dicono da queste parti, a cui ci si appassiona subito.

Hill inserisce il giusto mix di elementi storici alla narrazione, e c’è persino un intera parte ambientata in Nova Scotia.

Erano secoli che non leggevo un romanzo d’avventura, e questo libro di certo lo è: decenni passano come minuti, non c’è niente, ma proprio niente, che non capiti alla sventurata, la quale tuttavia affronta ogni rovescio del destino con determinazione e forza d’animo, nonchè qualche super potere (sa leggere, scrivere e far di conto, parla inglese senza accenti stranieri, è una levatrice ed una guaritrice).

Mi sono divertita, lo consiglio.

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links for 2010-01-27

Pubblicato da crnfva su gennaio 28, 2010

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links for 2010-01-24

Pubblicato da crnfva su gennaio 25, 2010

  • Ancora nei giorni di Blog for CHoice, questo bellissimo post che vorrei aver scritto, e che critica l'abitudine di attribuire sensi di colpa e gravicrisi di coscienza alle donne che decidono di abortire, anche – e soprattutto – da parte di chi vuole difendere la possibilità di scegliere. Qualche volta un aborto e' solo un piccolo intervento chirurgico, ed andare avanti con la propria vita sembra alle donne la scelta più rilevante e coerente, senza drammi o sensi di colpa. Rivendichiamo anche questa possibilità.
    (tags: aborto,)

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Una signora e la sua servitù

Pubblicato da crnfva su gennaio 24, 2010

Ovvero Mrs Woolf and the servants, dove Mrs Woolf è, ovviamente, Virginia.

Alison Light sceglie un punto di vista interessante e desueto per gettare nuova luce sulla vita delle scrittrice e dei suoi contemporanei, a cavallo tra la rigida Inghilterra Vittoriana, gli anni non convenzionali di Bloomsbury, e l’inizio della seconda guerra mondiale.

Attraverso i diari di Virginia e molte altre testimonianze, ci si fa un’idea di come la gestione di una casa borghese sia cambiata e di come non sia stata affatto una passeggiata di salute, ne’ per le famiglie della middle class, ne’, meno che mai, per il personale di servizio, che si trovava nella scomodissima posizione di essere al contempo un bene di cui disporre e parte integrante della vita famigliare.

Attraverso la storia delle varie cameriere e cuoche e governanti che si sono susseguite prima nella casa degli Stephens poi degli Woolfs e dei Bells, talvolta passando di mano tra le famiglie come pezzi ingombranti di eredità, abbiamo la sensazione di sbirciare dalle finestre, mentre Virginia e le sue cameriere sviluppano rapporti di odio, amore e dipendenza reciproca, e la scrittrice sfoga talvolta i suoi (e nostri) peggiori istinti.

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La scelta è libertà: Blog for Choice 2010

Pubblicato da crnfva su gennaio 23, 2010

Oggi è il trentasettesimo anniversario di Roe vs Wade, la sentenza dela corte suprema degli Stati Uniti che stabilì che una donna può ricorrere all’interruzione di gravidanza per una motivazione qualsiasi (o per meglio dire, senza dovere giustificare le sue ragioni a chicchessia).

Non coincidentalmente, oggi è anche Blog for Choice Day 2010.

Ho pensato che era la giornata giusta per mettere questo banner.

Blog For Choice 2010

“Trust women”, fidati delle donne, sono le parole di George Tiller, medico abortista americano ucciso l’anno scorso da un attivista anti abortista sui gradini della chiesa dove assisteva alla messa. E’ importante ricordare che il diritto all’aborto è sato faticosamente conquistato in alcuni paesi, dove è comunque costantemente minacciato, e che l’aborto, come molte altre pratiche che permetterebbero a ciascuna donna  di prendere decisioni riguardo al proprio corpo e alla propria salute, e quindi alla propria vita, è ancora fuori legge in moltissimi altri paesi.

È anche bene ricordare che sia in Canada che in Italia l’aborto è legale, ma sta diventando sempre più difficile per le donne, per motivi diversi, accedere liberamente a questo servizio.

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Leggere e camminare, ovvero libri di Gennaio

Pubblicato da crnfva su gennaio 16, 2010

Dopo settimane in lista di attesa, all’improvviso sono arrivati nove (9) libri in biblioteca, nel giro di 4 giorni.

Per alcuni il prestito non è rinnovabile, così leggo in ogni ritaglio di tempo, incluso il percorso da casa al club (ovvero, l’audiobook mi fa il solletico).

Leggere camminando è un attività relativamente fattibile ad Halifax, dove i marciapiedi sono larghi, gli isolati lunghi, la gente cammina con una meta e non caracolla da una vetrina all’altra, e naturalmente non ci sono cacche di cane in giro.

Il lato negativo è che vedere qualcuno con un libro stimola gli aligoniani alla conversazione (come se ce ne fosse bisogno) e in molti chiedono informazioni sul libro, per fortuna solo agli incroci, quando il lettore – camminatore distoglie lo sguardo dal libro per attraversare la strada, e non mentre è immerso nelle pagine.

Camminando ho letto più di 50 pagine di About Alice, di Calvin Trillin, libro leggiadro (anche troppo) sulla adorata e defunta moglie dell’autore. Credo di averlo ordinato solo perchè ho letto da qualche parte che i Trillin usavano trascorrere l’estate in Nova Scotia.

Comodamente sul divano invece è avvenuta la lettura di Then we came to the end, di Joshua Ferris, ambientato in una sgretolatissima agenzia pubblicitaria di Chicago alle porte della crisi economica.

Il libro getta il lettore in mezzo ad avvenimenti in evoluzione e ad un coro di personaggi che narra gli eventi usando la prima persona plurale. Occorrono almeno due capitoli prima essere minimamente a proprio agio nella narrazione, ma ne vale la pena. La descrizione del microcosmo di un ufficio, anche se spesso sopra le righe, è inquietantemente familiare per chiunque abbia provato l’esperienza. Le chiacchiere, i pettegolezzi, le stranezze dei colleghi e le proprie, il disperato tentativo di arrivare alla fine di ogni giornata senza annegare nella noia più totale, o almeno nel senso di inutilità. I personaggi escono pian piano dalle due dimensioni per acquistare la terza, e alla fine dispiace lasciarli.

Decisamente un libro che non si può leggere camminando.

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011110

Pubblicato da crnfva su gennaio 11, 2010

E’ morto Eric Rohmer, e il mondo ha qualche spigolo in più.

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Jane

Pubblicato da crnfva su gennaio 10, 2010

Questa sera, ma purtroppo l’ho saputo troppo tardi, il Saint Mary’s University Women Centre mette in scena “Jane: abortion and the underground”, di Paula Kamen.

La rappresentazione si ispira al collettivo Jane, operante a Chicago negli anni ‘60-’70, che offriva alle donen la possibilità di un aborto economico e (più) sicuro.

Il gruppo, di cui alcuni membri vennero arrestati per pratica illegale di interruzioe di gravidanza, si sciolse dopo che l’aborto divvenne pratica legale in gran parte degli Usa.

In un momento in cui certi diritti sono costantemente messi in discussione, è bene ricordare quali risorse le donne abbiano dovuto tirare fuori in passato, per decidere del proprio corpo e della propria vita.

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Wishlist

Pubblicato da crnfva su gennaio 2, 2010

Se adesso mi dicessero, scegli dove passare un weekend da qui alla fine di Gennaio, scglierei New York.

Al Moma c’è la mostra su Bauhaus.  E a Broadway, A Little Night Music. Con Angela Lansbury.

Purtroppo non ci sarà tempo, e altri viaggi sono già in programma.

Ah, beh!

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Di libri e di sfide

Pubblicato da crnfva su gennaio 1, 2010

Il tempo vola. Voglio dire, il primo giorno del nuovo decennio è già quasi passato, vi rendete conto.

L’ho trascorso in ozio, ma senza trascurare le cose fondamentali (leggere il giornale, attaccare una lavatrice, scriere sul blog, aha!)

Devo confessare, non mi sono tolta il pigiama. Ora sto facendo molte pressioni sul compagno di viaggio perché vada a prendere un video, e non mi costringa a vestirmi e uscire nella neve. Ah, si, nevica. Sarà per quello che abbiamo fatto il pisolino definitivo, dalle due alle quattro del pomeriggio!

Ho anche letto. Cioè, questo posto è qui perché tra i propositi per l’anno nuovo (che vi risparmio, non sono buona?) c’è quello di riprendere a scrivere di libri.

Allora siccome avevo davanti un super weekend di vacanza (dopo una settimana da delirio) sono andata in biblioteca e mi sono munita di molti libri, più quelli che ancora ho da leggere  che parenti previdenti mi hanno mandato per Natale (Grazie Fede e Rosa, e grazie anche a Marco e Angela per la pashmina che è bellissima).

Dicevo, libri, biblioteca, lungo weekend.

Mi da ansia non avere scelta sulle cose da leggere quando mi si prepara davanti un lungo lasso di tempo vuoto, come appunto un fine settimana di vacanza o un viaggio intercontinentale, per dire.

Mi serve una scelta di parole scritte che sia almeno il doppio di quelle che posso oggettivamente affrontare. E poi la varietà, che è fondamentale.

Così ho preso: un paio di romanzi di Mary Higgins Clark. Ottimi da viaggio e da divano, senza pretese, confort reading, mi piace chiamarli. Vanno via in un pomeriggio, i cattivi saranno puniti. Mi annoiano un po’ le descrizioni dei vestiti delle protagoniste, o delle loro pettinature.

Ma se volevo una letutra impegnata, avrei preso The portable Atheist, di Christopher Hitchens… aspetta, l’ho preso, in effetti.

E’ un bel volumone giallo, con un’antologia di scritti di filosofi e non, da Lucrezio a Dawkins a Einstein. Non propriamente da leggere d’un fiato, sto considerandone anzi l’acquisto per una più semplice consultazione. Vedremo.

A bilanciare il tutto, Mrs Wolf and the servants, di Alison Light un bel saggio sul rapporto tra la grande scrittrice e i suoi domestici, usato come scusa per illustrare i cambiamenti delal società nell’Inghilterra tra i due secoli (otto e novecento, va da se’); e Nora Ephron, I feel bad about my neck, che è divertente e leggero, ma non troppo.

Tutto questo per dire che ho deciso di iscrivermi ad un Book Challenge, “Support your local library reading challenge“. Quello da 25 libri è sufficiente, anche se di solito ne leggo ben di più.

Banner per il Book Challenge "Sostieni la tua Biblioteca Pubblica"

Nota: i links ai libri si apriranno d’ora in poi sul mio account Librarything, dove sarà ossibile trovare tutte le informazione che volte, e anche qualcuna in più sull’opera linkata, più la mia opinione sul libro stesso, espressa in stelline. Se e quando deciderò di fare recensioni, saranno sul blog, e Librarything riporterà un link al post. Complicato? ah, beh!

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