Ovvero: Collezione Jean Planque
Palazzo Bricherasio, Torino fino al 21 gennaio 2007.
Non sono seria, quando vado alle mostre. Non sono, devo averlo già scritto, un’esperta d’arte. Un quadro mi colpisce o non mi dice nulla. Ma i quadri astratti, l’arte moderna… beh, li’ c’è sempre modo di divertirsi.
Questa volta il divertimento è stato più che altro alle spalle di chi ha allestito la mostra. I quadri erano nel complesso interessanti, con un paio di punte di eccellenza: un favoloso Monet sui colori bianco/azzurro intitolato mi pare “tempesta di ghiaccio” (ma ahimè non l’ho segnato) e il solito Klee che mi colpisce sempre al cuore.
Poi naturalmente anche molto altro, dato che era un’antologica della collezione Planque.
Ma i termini e la sintassi usati dagli esperti d’arte per descrivere i quadri astratti sono capolavori di retorica non sense.
Le figure sono fluide su sfondi liquidi, i colori trascendono e le forme si esaltano. Ma chi è questa gente, e chi gli insegna a parlare così? La mia è invidia, sia chiaro.
Andatela a vedere, comunque, se siete nei paraggi, e il consiglio vale per qualsiasi mostra. Se fosse valsa la pena anche per un solo quadro, sareste comunque un pochino più ricchi di ieri.
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