di Nanni Moretti
Mi piace andare al cinema, mi piacciono i film perché mi piacciono le storie, quelle interessanti e ben raccontate. In rari casi, esco dal cinema in stato di grazia, la storia che mi è stata raccontata è pressoché perfetta, e io mi ci sono persa dentro, la sensazione di magia dura ancora un pò mentre torno a casa, in alcuni casi per giorni.
Questo è uno di quei film, una di quelle storie.
Un papa viene eletto, e l’uomo sotto l’abito non si sente all’altezza, non ce la fa. Mentre lui si macera nell’ansia e nel dubbio, il vaticano ed il mondo attendono, in un vuoto di leadership che spiazza e spaventa, ma crea inaspettate opportunità.
Non vi dico altro, perché non sarebbe giusto, ma il film è bellissimo, con immagini eccezionali e molta ironia, ma quasi nessun sarcasmo.
Non è una critica al clero (qui estremamente fotogenico nelle sue vesti cardinalizie) ma una riflessione sul potere e sulla responsabilità, sulle scelte e su una società che forse è ormai senza padre.
Si esce dal cinema soddisfatti ma non sazi, e resta il dubbio che, se propeio un papa deve esserci, Michel Piccoli con i suoi dubbi e le sue esitazioni, la sua dolcezza e le strade non prese, sarebbe l’unico vero papa possibile.












