La settimana della birra americana

Una delle cose che mi mancano di Halifax è la quantita di micro birrifici, e la loro distribuzione capillare nei pub cittadini.

DC è molto indietro da questo punto di vista: solo di recenta ha aperto DC Brau, il primo birrificio indipendente in città da decenni. Ma non l’ho ancora provata, la loro birra, al momento è distribuita con il contagocce e bisogna essere al posto giusto al momento giusto.

La settimana prossima tuttavia è la American Craft Beer Week, ovvero la settimana del piccolo birrificio americano :-)

Sa Smith Commons, pub sulla popolare H Street, si festeggia provando ogni giorno una micro brewerie differente, a prezzo “politico” di $5 al bicchiere.

L’evento ha il provocante titolo di “No fermentation without representation”.

La settimana è pienuccia, ma troveremo un momento, ne sono sicura.

Serata in città

Quando uno sceglie il quartiere dove vivere in una grande città, molti elementi entrano in gioco. Nel caso del Compagno di Viaggio e mio ad esempio, il fatto di avere una stanza in più per gli ospiti di passaggio e poter sedere otto persone intorno al tavolo era abbastanza cruciale. Siamo gente che ama gli ospiti.

Ovivamente essendo il nostro budget quello che è, la scelta era limitata a certe zone della città. E siamo ancora fortunati, che non siamo lontani dal centro, abbiamo accesso a varie linee metropolitane, le case sono in stile vittoriano ecc.

Ma se potessi scegliere dove vivere, avendo la casa che ho, in città, sono due i posti che vengono in mente: uno è Capitol Hill, con il suo mercato, il passo da vasca dei suoi abitanti, i parchi per cani e bambini, i suoi caffé, l’aria da quartiere residenziale cittadino all’ombra del campidoglio.

L’altro è Logan Circle, a un passo da Dupont ma senza le sue arie  da super ricchi, comodo a Columbia Heights e U street ma con meno congestione da vita notturna, e con ancora l’influenza di Shaw, lo ‘slum historique’ che per motivi differenti rimane il mio quartiere del cuore qui a DC.

Logan è abitato e frequentato da giovani professionisti e famiglie, studenti, amanti dei cani, gente che lavora Downtown e la raggiunge  piedi, ciclisti e conoscitori di cibo biologico. Dieci anni fa (forse meno) Logan sarebbe stato alla nostra portata, ma la riscoperta dei centri urbani se lo sta inghiottendo, e forse è maglio così.

E comunque non è lontano da casa, una passeggiata di mezz’ora, due fermate di metro, 5 minuti in macchina.  Ieri sera, in compagnia di un amico, siamo stati a cena nel cuore di Logan, 15th e P (adoro questi incroci Washingtoniani fatti di lettere e numeri), in un ristorante Etiope, con cameriera adorabile che parlava un buon italiano. Si chiama Lalibela e lo consiglio a chiunque passi in città.

Si è mangiato bene, pagato abbastanza poco, chiacchierato amabilmente. La sera uscendo sulle strade ancora illuminate di Logan, l’aria era fresca e pungente. La primavera ci stuzzica e si ritira.

Abbiamo lasciato il nostro amico alla metro di U street, e ci siamo diretti verso casa.

Prima o poi la città inghiottirà anche noi, forse lo sta già facendo.

 

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