Quando uno sceglie il quartiere dove vivere in una grande città, molti elementi entrano in gioco. Nel caso del Compagno di Viaggio e mio ad esempio, il fatto di avere una stanza in più per gli ospiti di passaggio e poter sedere otto persone intorno al tavolo era abbastanza cruciale. Siamo gente che ama gli ospiti.
Ovivamente essendo il nostro budget quello che è, la scelta era limitata a certe zone della città. E siamo ancora fortunati, che non siamo lontani dal centro, abbiamo accesso a varie linee metropolitane, le case sono in stile vittoriano ecc.
Ma se potessi scegliere dove vivere, avendo la casa che ho, in città, sono due i posti che vengono in mente: uno è Capitol Hill, con il suo mercato, il passo da vasca dei suoi abitanti, i parchi per cani e bambini, i suoi caffé, l’aria da quartiere residenziale cittadino all’ombra del campidoglio.
L’altro è Logan Circle, a un passo da Dupont ma senza le sue arie da super ricchi, comodo a Columbia Heights e U street ma con meno congestione da vita notturna, e con ancora l’influenza di Shaw, lo ‘slum historique’ che per motivi differenti rimane il mio quartiere del cuore qui a DC.
Logan è abitato e frequentato da giovani professionisti e famiglie, studenti, amanti dei cani, gente che lavora Downtown e la raggiunge piedi, ciclisti e conoscitori di cibo biologico. Dieci anni fa (forse meno) Logan sarebbe stato alla nostra portata, ma la riscoperta dei centri urbani se lo sta inghiottendo, e forse è maglio così.
E comunque non è lontano da casa, una passeggiata di mezz’ora, due fermate di metro, 5 minuti in macchina. Ieri sera, in compagnia di un amico, siamo stati a cena nel cuore di Logan, 15th e P (adoro questi incroci Washingtoniani fatti di lettere e numeri), in un ristorante Etiope, con cameriera adorabile che parlava un buon italiano. Si chiama Lalibela e lo consiglio a chiunque passi in città.
Si è mangiato bene, pagato abbastanza poco, chiacchierato amabilmente. La sera uscendo sulle strade ancora illuminate di Logan, l’aria era fresca e pungente. La primavera ci stuzzica e si ritira.
Abbiamo lasciato il nostro amico alla metro di U street, e ci siamo diretti verso casa.
Prima o poi la città inghiottirà anche noi, forse lo sta già facendo.