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Archivio per il 'Libri' Categoria


Ringraziamenti

Pubblicato da crnfva su Aprile 17, 2008

Stamattina, e’ una di quelle mattine “sii grata per i piccoli favori”.

Intanto un grazie a tutti gli amici nord americani che hanno espresso il loro cordoglio per il recente risultato elettorale.

Ma il grazie piu’ grande va ad una nuova amica, che stamattina mi ha fatto trovare questo nella posta.

You made my day!

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Settimana del libro!

Pubblicato da crnfva su Febbraio 26, 2008

Freedom to Read Week 2008

Questa e’ la settimana canadese del Freedom to Read, liberta’ di leggere! Inltre la CBC sta trasmettendo l’interesante programma Canada Reads edizione 2008: una sfida tra cinque romanzi, con letture e dibattiti. Qui la pagine Facebook del programma con tutti gli aggiornamenti.

Che fate davanti allo schermo? Prendete un libro!

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Chiamate aiuto!

Pubblicato da crnfva su Febbraio 9, 2008

Con la scusa di mettere in ordine i libri (in effetti ce n’era bisogno) ho appena passato il pomeriggio ad inserirli su Librarything.

Ho catalogato circa un centinaio di titoli, cercando al contempo un luogo adatto, nei molti spazi della casa destinati a questo uso, dove depositarli.

LT da’ dipendenza, come credo di aver gia’ scritto. Mi sono soffermata a creare le serie, a inserire gli autori multipli, ho dato una ripulita - sommaria - ai tags.

Ogni volta che un libro inusuale segnalava la sua presenza nella biblioteca di qualcun’altro (si, LT fa anche queste belle cose) perdevo tempo a curiosare nel catalogo dell’utente in questione.

Sapete che Hemingway aveva “Il barone rampante”, tra i suoi libri?

Amo molto i miei libri, e sono grata a questo trasloco che mi consente di riprenderli in mano uno per uno, riordinarli, disporli. In alcuno trovo tracce preziose: vecchi appunti, disegni, a volte la grafia di mia madre fa capolino, come un messaggio in una bottiglia.

Il compagno di viaggio ed io abbiamo ambizioni forti, per le rispettive biblioteche. Vorremmo catalogare, etichettare, schedare. Ma non mi riesce di definire un ordine: certo non alfabetico, non fa per me, troppo asettico.

Per argomento va gia’ meglio, ma certo, anche per autore non sarebbe male. E poi, vogliamo ignorare la porzione consistente in lingua (e) straniera? Che fare: mescolarli agli altri o tenerli separati?

Si, si, lo so che c’e’ gente che muore di fame…

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Il Canada legge

Pubblicato da crnfva su Febbraio 6, 2008

  • Il 43% dei canadesi ama molto leggere, il 39% ama leggere ogni tanto
  • L’85% comunica che “leggere per me e’ molto importante”
  • L’82% legge per divertimento, il 72% per rilassarsi, il 60% per imparare
  • Il43% dichiara che leggerebbe, se avesse piu’ tempo.

Fonte Patrimoine Candien

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Librarything Early Reviewers

Pubblicato da crnfva su Gennaio 27, 2008

LibraryThing Early Reviewers

E’ un po’ che non scrivo recensioni dei libri che sto leggendo. E’ il tempo che manca, la biblioteca pubblica è la mia nuova droga, e un giro da Bookmark questo pomeriggio non mi è stato d’aiuto nel diminuire la lista di libri da leggere ;-)

Ma (o dovrei dire, inoltre) ho finalmente ricevuto un libro da Librarything Early Reviewers.

E’ Arlington Park, e la mia recensione è già online sul mio profilo, o sulla Work page del libro.

E’ molto eccitante (ok, so che alcuni di voi capiranno, altri no) ricevere un libro nella posta. A maggior ragione se è gratis, un dono inaspettato. A maggior ragione se lo scopo del dono è conoscere la mia opinione sul libro stesso.

Volendo potrei tradurre la recensione e metterla anche sul blog. E forse lo farò.

Ma per ora, ho un sacco di libri da leggere. Vado!

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So you want to read a canadian?

Pubblicato da crnfva su Novembre 16, 2007

L’ultima moda per gli amanti del libro in rete sono i Book Challenge. Una sfida con se stessi a leggere un certo numero di libri entro un determinato lasso di tempo. Meglio se la sfida ha un tema, tipo: 50 romanzi storici in 50 settimane. O 12 libri di economia in una anno. Robe cosi’.

Di questi esperimenti, ne leggo volentieri, ma non partecipo per una serie di motivi. Il primo e’ che sono pigra, anzi porto la pigrizia a livelli superiori. A malapena riesco a costringermi a lavare i denti la sera, figuriamoci seguire un programma cosi’ elaborato.

Non che sia un problema il numero di libri. 50 libri l’anno, li leggo eccome, probabilmente anche molti di piu’. Ma mi distraggo anche facilmente: alcuni libri vanno via in tre giorni, altri restano a meta’, molti stazionano per mesi sugli scaffali prima che mi decida a prenderli in mano. Poi mi lascio attirare dalle cose piu’ disparate: l’ultima uscita dell’autore amato, il vecchio libro usato sulla bancarella, le biblioteche poi sono una fonte continua di distrazione, soprattutto da questa parte dell’oceano.

Insomma, non se ne e’ mai fatto nulla dei book challenge, per intriganti che fossero.

Poi ho visto questo: Canadian Book Challenge. 13 romanzi canadesi prima del Canada Day, che e’ a Luglio. La sfida e’ ragionevole, 13 libri non sono molti, avrei tempo anche per quelli non canadesi che mi interessano. E d’altra parte sto cominciando adesso ad affrontare (consapevolmente, che Margareth Atwood l’ho sempre letta a prescindere, per dire)  autori canadesi, tentando di districarmi in questo nuovo pozzo di sorprese letterarie.

Percio’, la domanda e’, mi iscrivo alla sfida?

Credo di no. La pigrizia e’ piu’ forte. Ma il post a cui ho linkato, e altri a partire di li’, sono fonti eccellenti per nuove idee. E quindi alla fine chissa’ che non termini il challenge, mio malgrado.

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L’illusione di Dio

Pubblicato da crnfva su Ottobre 9, 2007

di Richard Dawkins

Era un po’ che volevo scrivere dell’ultima fatica di Dawkins, ma ho comparto il libro a Londra, e l’ho letto in camere d’albergo, aeroporti, su voli intercontinentali e in una casa invasa da scatoloni.

Poi l’ho prestato ad un’amica (che spero me lo restituisca) e non avendolo avuto più sott’occhio, me ne sono dimenticata. Non l’ho nemmeno inserito su Librarything - ma provvedo adesso.

Ricordo anche di aver detto a mio padre che l’avrei informato non appena fosse uscita la traduzione italiano, ma ho dimenticato anche questo (lo farò domani).

Poi oggi ho letto un articolo di Barbara Ehrenreich sulla Templeton Foundation, ed ecco che mi è tornata la memoria.

Così adesso non so se scrivere una breve recensione sull’ultima produzione del sempre amato Dawkins, o unirmi al coro di disdegno per la fondazione Templeton e i suoi tentativi di far soldi influenzando il mondo della scienza con una spiritualità da neocon.

Penso, comunque che proprio Dawkins faccia i commenti, e le battute, migliori riguardo questo manipolo di pseudo scienziati imprenditori, e così mi limiterò a commentare il libro  e rimandare alla lettura chi vuole approfondimenti.

Beh, che posso dire, con me Dawkins sfonda ovviamente una porta aperta, non ho certo bisogno di essere convinta per quanto riguarda il valore della laicità, nè l’assenza di una divinità che ci governi.

Ma la lettura è comunque piacevole, ed istruttiva. In questo mondo in cui la religione sta entrando di prepotenza nelle decisioni pubbliche e private, dalla politica alla scienza, alle scuole di vario grado a, ovviamente, le guerre,  è un sollievo leggere le opinioni pacate e piene di humor di un ateo razionalista che non si vergogna di esserlo, e che colpo su colpo ribatte alle improbabili teorie pseudo scientifiche come alle accuse di mancanza di etica, mettendo chi crede di volta in volta di fronte all’assurdità o alla debolezza delle opinioni e dei dogmi  che da millenni vengono spacciati per verità rivelata.

Rispetto per la libertà di culto non vuol dire permettere che il culto invada la sfera pubblica dell’esistenza. Succede in Italia, e succede negli Stati Uniti, esattamente come succede nei paesi governati da una teocrazia. Sono diversi i livelli di ingerenza, o forse è solo diverso il modo in cui questa ingerenza viene perpetrata.

La Templeton Foundation è un modo occidentale, da paese ricco, di influenzare la ricerca e l’istruzione, finanziando (e spesso falsificando) ricerche sull’influenza della preghiera nei casi di guarigione o sulla felicità dei bambini che frequentano campi estivi a matrice cattolica.

Altri modi meno sottili consistono nell’introdurre lo studio della teoria creazionista nelle scuole americane accanto all’evoluzionismo (finche non sarà introdotta “al posto di”).

Io sono cresciuta in una famiglia laica ed atea, e laica ed atea sono diventata a mia volta, e non ho mai ricevuto nessun tipo di discriminazione , per questa mia mancata religiosità. Al massimo qualche sguardo stupefatto, un silenzio imbarazzato.

Ma la mia esperienza mi prova che sono in genere più aperta e tollerante della maggior parte dei credenti  che conosco, e il libro di Dawkins, nel capitolo in cui discute dell’etica laica, è una boccata d’ossigeno per gente come me.

Che cosa trattiene un ateo dal rubare, dall’uccidere, dato che non c’è la prospettiva di una punizione ne’ di un premio nell’aldilà? Come si sopravvive alle ingiustizie, alle difficoltà, alla perdita di una persona cara, sapendo che non ci sarà una seconda opportunità, che questa vita è tutto quello che abbiamo per sbagliare, per provare, per essere infelici, per amare?

Dawkins lo spiega meravigliosamente bene nel capitolo in questione, dimenticando teorie scientifiche o religiose,  e parlando di entusiasmo per la vita, amore per la ricerca, curiosità e rispetto per il prossimo.

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Acquisti Settembre

Pubblicato da crnfva su Ottobre 2, 2007

Alla fine l’ho comprato, Anne of Green Gables, usato a ben tre dollari. Insieme a lui un paio di commedie di Bernard Show e The Cider House Rules di John Irving (non ho visto il film, perciò non ditemi nulla) e The Apprenticeship of Duddy Kravitz di Mordecai Richler. Di Richler la libreria era piena. A parte la Versione di Barney, ha scritto tonnellate di articoli di costume, tutti segnalati dalla fascetta come “controversi”.

Il tutto è stato il risultato di un raid alla libreria usata dietro Spring Garden, domenica pomeriggio. Durante la visita in libreria abbiamo anche incontrato un collega del Compagno di Viaggio, svizzero italiano.

Immagino che uno possa dire di essere a casa in una città, quando comicia a incontrare gente che conosce in libreria.

All’inizio del mese, avevo comprato l’adorabile A Short History of Tractors in Ukranian di Marina Lewicka.

Mentre proprio oggi, dopo una spedizione all’indirizzo sbagliato, sono arrivati Bait and Switch di Barbara Eherenreich e Celestial Navigator di Anne Tyler. Insieme a un utilissimo, se fuori tempo massimo, libro sul barbecue.

Beh, we are canadians now, eh?

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Libri Liberi

Pubblicato da crnfva su Settembre 28, 2007

A partire da domani 29 settembre, ALA, l’associazione delle biblioteche americane celebra la Banned Books Week, la settimana del libro “all’indice”.

Ovviamente non sono proprio all’indice, i libri in questione, ma sono comunque contestati, si cerca di farli sparire dalle biblioteche, dalle scuole, da luoghi pubblici e privati, e in casi di bigottismo estremo, li si brucia.

E’ una battaglia continua, le biblioteche in genere sono il fronte. Ogni anno cerco di leggere uno o due dei libri segnalati durante la settimana. Spesso continuo anche dopo, cosa volete, il fascino del proibito.

Le contestazioni più frequenti nel 2006 sono state per libri che trattavano tematiche omosessuali, uso di droga, riferimenti alla vita sessuale degli adolescenti.

In passato, e anche oggi, la gente non si vergogna di ritenere “inadatti” libri di Mark Twain o di Steinbeck.

In Canada l’equivalente iniziativa si chiama Freedom to Read Week e si  celebra tra febbraio e marzo.

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Libri e vino

Pubblicato da crnfva su Settembre 28, 2007

Un week-end in cui farebbe comodo il teletrasporto: a Torino, Portici di Carta, edizione autunnale della fiera del libro. A Washington, National Book Festival alla Library of Congress.

Ciascuno dei due eventi richiede animatamente la mia presenza, e io non potrò andare nè all’uno, nè all’altro.

Il compagno di viaggio ed io potremmo consolarci con Port of Wine, rassegna di vini sponsorizzata dalla compagnia di importazione locale. Fonti attendibili ci dicono che è possibile acquistare vino in casse, strappando prezzi leggermente migliori che nel negozio.

Non potendo ubriacarci di cultura, forse ci ubriacheremo in modo più tradizionale!

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