Se guardo dalla mia finestra in questo momento, vedo la coltre bianca del giardino e oltre la staccionata, la casa di Linda con le finestre illuminate, come le mie.
A volte la sua figura passa veloce dal riquadro della cucina, capita anche che ci si faccia ciao con la mano, ma il più delle volte credo che osserviamo l’una i movimenti dell’altra, così, di sfuggita, cercando di non essere invadenti.
La prima volta che ho visto Linda era estate, e lei spuntava a dietro la siepe con un vestito leggero lungo fino alle caviglie e un grande cappello di paglia in testa. Aveva un piatto di biscotti in mano, e chiedeva permesso.
Da allora, capita ancora spesso che attraversi il giardino con dei biscotti, ma non chiede più permesso. Il percorso tra le due case attraverso un buco nella recinzione è dientato abituale per me come per lei, e in questo preciso istante un sentiero scavato nella neve lo dimostra.
Credo che Linda sia stata la mia prima amica, qui ad Halifax. La scorsa estate camminavamo molto, e per tutto l’autunno mi ha portato ad esplorare angoli di città meno frequentati.
Mi ha aiutata con il giardino, è infaticabile nel potare, tagliare e riordinare. Il suo, di giardino è un luogo di diverse delizie e profumi, e fino a Novembre ci si può sedere al pomeriggio a prendere il te, grazie all’esposizione a sud.
Linda conosce bene Halifax, per averci vissuto a lungo e per averla camminata in tutte le direzioni. Ma ha avuto una vita interessante in luoghi lontani, Arabia Saudita e Libano, ha legami forti con l’Inghilterra e una sorella negli USA con cui trascorre del tempo appena può.
Linda ha un cancro, uno di quelli brutti e aggressivi, che proprio negli ultimi mesi ha fatto nuovamente capolino. In questi giorni lei sta facendo le terapie, ma sembra riuscire comunque a non perdere la grazia.
Siede a gambe incrociate sulla grossa poltrona, poi si alza e si inginocchia per terra, perché stare troppo a lungo nella stessa posizione le provoca dolore.
Le chiedo se ha bisogno di qualcosa, passaggi, una mano in casa, lei ringrazia, dice che se ha bisogno ce lo farà sapere, magari se intanto posso dare da mangiare al suo posto al gatto di strada che vive nel mio garage e a cui entrambe teniamo molto.
Dice che saperlo all’asciutto e nutrito, abbassa notevolmente il suo livello di ansia.
Non sembra troppo preoccupata, nè particolarmente rassegnata, eppure non è certo un’ incosciente. Sa che cosa rischia, è lucida, ma riesce a vivere momento dopo momento, e a godere delle piccole cose.
Voglio molto bene a Linda, e provo per lei un’ammirazione sconfinata.
Quando guardo dalla finestra, verso le sue finestre illuminate, un groppo di apprensione mi prende la bocca dello stomaco, perché non riesco ad immaginare come deve sentirsi, ne’ posso pensare di non vederla più attraversare il giardino, a primavera, con suoi larghi cappelli ed ivestiti alla Holly Hobby.