Opportunista e Robin Hood

Un industriale di Ascoli Piceno, in questa intervista sulla Repubblica, racconta del suo esperimento di vivere per un mese con lo stipendio dei propri operai.

L’esperimento fallisce miseramente e la famiglia si ritrova senza soldi dopo tre settimane.

La motivazione di Enzo Rossi, proprietario di una fabbrica produttrice di pasta, è varia: da un lato vuole mettersi nei panni degli operai, dall’altro vuole dare una lezione alle figlie, che capiscano come vivono la maggior parte delle loro amiche. (!!)

Il risultato dell’esperimento è un aumento di trecento euro sulla mensilità delle operaie (soprattutto donne) della fabbrica.

All’alba del nuovo millenio, il signor Rossi ha scoperto il fordismo, ed il paternalismo industriale. Ha anche scoperto che si fatica a vivere con 1000 euro al mese (anche se tecnicamente lui viveva con 2000, avendo coinvolto nell’esperimento anche la moglie che lavora con lui).

Sono scocciata ed indignata, anche se una parte di me ha voglia di sorridere. Il signor Rossi ha abilmente evitato le trattative sindacali e si è costruito una bella facciata da padrone generoso. Come se non bastasse è indicativa l’ultima frase dell’intervista: sarebbe bello se il datoredi lavoro non dovesse pagare, oltre all’aumento, anche i relativi contributi.

Come se i contributi non fossero parte dello stipendio. E come se non dovessero poi pagarseli gli operai (i suoi e quelli degli altri) attraverso le tasse!

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2 thoughts on “Opportunista e Robin Hood

  1. Fortunatamente sono passato attraverso il boom economico, l’industrializzazione e il potere operaio, e la forza sindacale ha fatto crescere le aspettative di classe.
    Ho avuto la fortuna di andare in pensione grazie alle malefatte di Craxi e co., incentivato e contribuito all’Inps.
    Purtroppo la seconda repubblica ha non solo azzerato la politica ma pure i partiti e ancora prima dei danni causati dall’entrata indiscriminata nel commercio dell’euro si sentiva nell’aria il cambiamento e la forza subdola ma incontrastabile, finora, degli imprenditori che si sono trovati, bontà loro, a dare stipendi dimezzati e operai e tutte le altre categorie di lavoratori a boccheggiare lottando, ora, contro la tremenda mannaia del precariato senza fine.
    Personalmente mi auguro che alle prossime elezioni, che “a naso” prevedo in primavera, le bandiere rosse della manifestazione del 20 non siano alleate al PD… ed allora forse, utopia?, potrebbe riprendersi quel movimento così presto dato per defunto.

    OT: a 18 anni stavo per andare in Canada come fotolitografo, c’era già la richiesta di un giornale in lingua italiana, poi sono stato assunto qui, a Genova, in un quotidiano… auguri per il tuo lavoro.

    Alex

  2. Ormai le aspettative di classe non esistono, pare, nè probabilmente esiste una classe. Sono appena passata attraverso una potente ris trutturazione aziendale in Italia, ero nell’RSU e ho visto cosa cosa può fare un’azienda attraverso il dividi et impera. Alla fine era un si salvi chi può, e ovviamente sono annegati prevalentemente i più deboli.

    Ma sono anni in qui anche i quadri non possono stae tranquilli, ed è stato interessante (non dirò soddisfacente, perché non son cose da cui trarre soddisfazione) vedere molti livelli medio alti – aspiranti manager, che fino a un paio di mesi prima ci raccomandavano di star tranquilli e di non fare casino, sfilare in prima fila con le bandiere della CGIL durante l’unico sciopero che siamo riusciti ad organizzare.
    Alla fine l’azienda ha ovviamente avuto quel che voleva, e l’unico spazio per la contrattazione è stato sull’entità della buona uscita.

    Grazie per gli auguri, Alex!
    Caterina

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