La vita e la citta’ universitaria

Il fine settimana in arrivo, e’ un weekend speciale. Lunedi’ sara Labour Day, la festa del lavoro, quindi e’ un fine settimana lungo, di tre giorni. Tradizionalmente, se non in pratica, rappresenta la fine dell’estate. L’ultimo campeggio, l’ultima gita, le ultime feste all’aperto.

La prossima settimana ricominciano i corsi universitari, quindi in realta’ per molti studenti il week end di Labour day e’ l’occasione per sistemarsi nei nuovi alloggi. La citta’ si riempie di furgoncini con le masserizie delle matricole, accompagnati da genitori orgogliosi e preoccupati che scaricano valige, elettrodomestici, mobili, libri sui marciapiedi.

Le matricole si distinguono bene: hanno l’aria sparuta, si guardano intorno con una lieve preoccupazione negli occhi, seguono a gruppi compatti le guide dell’universita’ che illustrano loro la funzione degli edifici, le aule, la palestra.

Se ci si aggira per il campus con aria vagamente consapevole, immediatamente si verra’ assaliti da persone di tutte le eta’ che domandano informazioni: per il bookstore, l’ufficio iscrizioni, la biblioteca.

Gli studenti dal secondo anno in avanti arrivano piu’ alla spicciolata. Hanno gia’ dove stare, o se in fase di trasloco hanno amici con il camioncino, il grosso e’ gia’ fatto.

Vestono abiti con il logo dell’universita’ e sorseggiano caffe’ con l’aria di chi e’ a casa propria, chiacchierano con i compagni apprena reincontrati. Mi domando di cosa si parlino, nell’era di Facebook, in cui i racconti estivi sono gia’ tutti stati fatti in tempo reale.

Anche i professori stanno rientrando, chi non l’aveva gia’ fatto prima, ancora in infradito e bermuda. Le porte degli uffici sono di nuovo aperte, la pace e’ finita nei corridoi e tra pochi giorni tutti sciameranno da un’aula all’altra, con libri e appunti e laptop sottobraccio.

La vita ricomincia in citta’, anche le scuole stanno riaprendo, nei negozi dove si vende cancelleria le code sono interminabili. Fioriscono i corsi serali per adulti, dallo yoga alla pittura ad olio. Tutti fanno piani e programmi.

Avevo dimenticato questa frenesia settembrina. La scuola l’ho finita (o non finita) da un pezzo, come principio prendevo ferie a luglio, agosto era il vuoto in citta’ ma io ero gia’ rientrata da tempo. Mi accorgevo dell’autunno alle porte perche’ il mio autobus si riempiva di adolescenti verso la meta’ di settembre. Modificavo leggermente i miei orari per potermi sedere a leggere.

Adesso, in una casa piena di gente il cui ritmo di vita si basa sul calendario scolastico, anche a me viene voglia di far cose. Mi sono comprata un’agenda e le pagine bianche implorano di essere riempite.

Per adesso pero’ e’ il Labour Day Weekend, e ci meritiamo tutti un po’ di riposo preventivo.

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5 thoughts on “La vita e la citta’ universitaria

  1. Non sapevo che in Canada la festa del lavoro si festeggia a settembre. Non si finisce mai d’ imparare. 🙂

    Bellissimo il racconto sulla vita degli studenti di Halifax che a quanto pare è un famoso centro universitario.
    Sicuramente il sistema universitario della tua città è migliore di quello italiano.

  2. Eh, si paradossalmente la festa del lavoro e’ considerata la fie dell’estate, mentre la nostra in un certo senso ne segna l’inizio.

    L’universita’ nord americana ha i suoi pro ed isuoi contro, come tutte le cose. Non entro nel merito della preparazione, che come da noi varia molto a seconda dei posti e delle persone. La struttura dei corsi per il college (il grado di universita’ prima di master e dottorato) somiglia forse piu’ ad un nostro liceo, soprattutto nel biennio.
    Una cosa pero’ e’ certa: dal punto di vista degli studenti, e’ uno spasso. I servizi sono molto piu’ accessibili, e molti di piu’. Le attivita’ extracurriculari non si contano, i docenti sono in genere piu’ presenti, ed e’ raro che gli studenti siano solo dei numeri.

    Quest’anno mi iscrivo ad un corso di francese, e sono eccitatissima: mi pare di essere tornata indietro di 10 anni (facciamo pure 15) con in sovrappiu’ la sensazione di stare in un telefilm. Inizio Giovedi’, e non sto piu’ nella pelle.
    Un giorno dovro’ pur diventare adulta, ma per ora mi sa che rimando 🙂

  3. Deve essere una bellissima sensazione. 🙂
    Già t’ immagino correre, fra una lezione e l’ altra, tra i viali innevati della tua facoltà, magari sotto un blizzard.
    WOW!!!!!! Che invidiaaaaaaaa 🙂

    L’ Università dove andrai è quella che si vede in queste webcam ?

    http://www.cs.dal.ca/cam/

  4. Il link che hai postato sembra errato, c’è della pubblicità.
    Sappi che io guardo spessissimo quella webcam, certe volte in inverno si riempie di neve :-O
    Incredibile, mai avrei pensato che sarei riuscito a conoscere qualcuno che frequenta quell’ Università

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