Il bello del voto

Votare è entusiasmante. Lo penso sul serio, eh! E’ il metodo piu’ semplice, più elementare, di far pesare la propria opinione nella collettività. Non sempre è efficacissimo, la democrazia non è cosa perfetta. Ma comunque, è a portata di tutti.
Ma va fatto nel modo giusto, la forma è importante, i simboli sono importanti, e ve lo dice una che è abbastanza immune alla retorica.

Tuttavia vedo la bellezza nel fatto di uscire di casa, di andare verso il luogo designato, di andarci tutti quanti in un arco di tempo predefinito. E’ un rito, sì, perché alla fine mettere una croce su un pezzo di carta non è poi questa gran cosa, di per se’. Ma serve ad uscire e vedersi in faccia. Con gli altri votanti, dico.

Sei li’ in coda, ti guardi, spesso ti riconosci, ti confronti. Poi si esce dalla sede elettorale e si parla: per chi hai votato tu? Vale anche rispondersi a vicenda di farsi gli affari propri, che il voto e’ segreto, dopo tutto. Ma almeno ci mettiamo la faccia. E la mostriamo a chi le gestisce ormai le nostre vite, e sembra volere da noi sempre meno partecipazione, sempre meno confronto. Finchè alla fine diventerà inutile incontrare gli altri, non dico dal vivo, per carità, ma al limite nemmeno virtualmente, che anche Facebook si sa è per poveri di spirito. Meglio tutti a casa con la propria famigliola, non sia mai che ci sia occasione di scontro-incontro e di crescita con chi la pensa diversamente da noi.

E invece no, usciamo ed incontriamoli questi altri, e facciamolo nella sede più simbolica di tutte: il seggio elettorale.

Insomma, se oggi si vota io sono qui, di persona pirsonalmente, a mettere la mia bella crocetta sulla mia bella scheda, perchè il voto è la base di tutti i diritti, quelli più complessi, che stanno su fogli scritti in borbonico e a caratteri piccolissimi, quelli che ci trasciniamo in tribunale o sul lavoro e nella vita di tutti i giorni.
Se non facciamo una volta ogni pochi anni lo sforzo di uscire di casa e metterci il faccino, forse non ci meritiamo niente di tutto il resto.
Non serve a niente? Forse talvolta non serve a niente, l’ho provata anch’ io quella sensazione li’, che credete? Mica sono esente da sconforti e cinismo.

Ma quante cose fate nella vostra vita che non servono a niente? il letto tutte le mattine? L’acquisto di un’oggetto inutile?
Fatene una in più che mica vi manda in rovina. Hai visto mai che magari poi chi va al potere vi debba qualcosa!
Bisogna andare alle urne, non solo figurativamente: non voglio sentire di voto via internet o che so io. Certo, chi non puo’ votare tradizionalmente per un motivo o per l’altro, deve essere agevolato in ogni modo. Ma tutti gli altri: fuori di casa, tutti insieme, niente scuse. E portate i bambini, che poi non crescano con questa idea che  il voto, il seggio, siano un concetto alieno e un pò demodè.

Volete la prova del fatto che votare sia una cosa eccitante? Alzi la mano chi non vorrebbe poter votare domani, a queste elezioni cosi intense che nemmeno un reality show. E chi dice che le nostre, o tutte le elezioni, non debbano essere così?
Un pò di partecipazione, forza. Un pò di entusiasmo.

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