Cibo e vino, per scaldare l’inverno

Una studentessa di origine italiana, con un bell’accento toscano, da dietro il bancone di un negozio ci chiede se siamo qui in vacanza. Uscendo nel tepore di 20 gradi centigradi sottozero, il compagno di viaggio ed io ridiamo: chi diavolo vuoi che venga qui in vacanza in inverno?

Invece a quanto pare sbagliamo, o così pensano i signori di destination Halifax, associazione per la promozione del turismo in Nova Scotia.

E siccome fa freddo, e non tutti sono amanti delle passeggiate con le racchette da neve o del pattinaggio sui laghi ghiacciati, l’hanno buttata sul culinario. Tutti devono mangiare, no?

Febbraio vedrà svolgersi in vari ristoranti ed enoteche della città, una manifestazione chiamata Savour Food and Wine.

L’evento principale sarà l’omonimo show, ospitato in un grande albergo della città, e che si terrà il 26 del mese. Attorno a questo, prima e dopo, piccole manifestazioni, aziende vinicole aperte al pubblico nell’Annapolis Valley (dove si terrà l’Ice Wine Festival dal 12 al 22 febbraio), ristoranti con menu particolari della zona, corsi di cucina, degustazioni varie.

Insomma la provincia si sveglia dal suo letargo invernale, non solo per spalare neve, ma anche per intrattenere i tuisti, speriao numerosi.

Il lato positivo, è che noi siamo già qui, e quindi tanto vale approfittare, no?

Per informazioni e calendario, guardate qui

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3 thoughts on “Cibo e vino, per scaldare l’inverno

  1. Ma questi cittadini di Halifax cucinano bene ? Com’ è la cucina ?
    vale la pena provare o si rischia l’ avvelenamento ? 🙂

    Giorni fa ho seguito un programma sulla cucina della costa atlantica canadese e ho scoperto una cosa orrenda e cioè che preparano il pesce con il latte.
    Oddio !!!!!!!!! 🙂

  2. Ciao Luca.
    Si, purtroppo il modo di cucinare il pesce, da queste parti, e’ un po’ pesante! Panna, burro fuso, patatine fritte nel lardo a parte, e’ il festival del colesterolo.
    Cosi’ non vado quasi mai a mangiare pesce, meglio farselo a casa al forno, o sul barbecue quando si puo’ e poi comprare un’aragosta da bollire costa relativamente poco, si possono fare dei festini fantastici.

    D’altra parte, la loro scelta e’ comprensibile, qui l’olio di oliva e’ un bene di lusso. E non bisogna mai rifiutare tutto in blocco: un clam chowder serio ha la panna, e c’e’ un perche’!
    Comunque di recente ho comprato un libro sulla cucina delle maritimes, e avevo in programma di provare le ricette, e scriverne sul blog. Percio’, resta sintonizzato.
    Che tempo fa dalle tue parti? No, non dirmelo…
    Caterina

  3. Ciao Caterina, grazie per la risposta. In effetti la cucina da quelle parti è pesantina ma considerando le temperature è anche normale. Comunque credo che bisogna provare, nei limiti, tutto e a -20 anche il burro e la panna là dove in Italia sarebbero iconcepibili sono ben accetti. 🙂

    Che tempo fa a Palermo ? Eccetto per le piogge che in questo mese sono state abbondanti per il resto uno schifo. Temperature alte (anche intorno ai 18°) e nessuna nevicata sui monti più alti. Questo è il terzo inverno orribile. Per carità, qui in Sicilia tutti gli inverni sono orribili (anche se per la gente ” normale ” sono fantastici) ma questi ultimi sono stati esiziali per la sanità mentale di noi appassionati meteo sempre alla ricerca del freddo e del maltempo.

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