La solitudine dei numeri primi

Di Paolo Giordano

Davvero non avevo intenzione di leggerlo. Siccome sono un po’ snob, raramente leggo i bestsellers, se non mesi o magari anni dopo (mi capita pero’ spesso di leggere un libro prima che diventi un bestseller. Potrei fare una professione).

Ma alla fine, era di un’amica e a costo zero si puo’ rischiare.

Il libro non e’ male. Magari non vale tutto questo clamore, ma e’ scritto bene, per un opera prima, e ti tira fino in fondo.

La storia di due disagi, che si incontrano senza capirsi del tutto, e vanno poi ognuno per la sua strada.

I due protagonisti, soprattutto il ragazzo, sono ben delineati, e si fanno persino piacere dal lettore, nonostante le spigolosita’.

La riserva: non riesco piu’ di tanto ad appassionarmi ad adolescenti autodistruttivi. Forse sara’ che io non lo sono stata mai (autodistruttiva, non adolescente) o magari e’, ahime’, una questione generazionale.

Comunque, una lettura per un pomeriggio di pioggia: perche’ no?

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