La bottega dei rimorsi

di Geraldine Majo

Il risvolto di copertina diceva “ambientato a Torino”, e tanto mi basta a volte per comprare un libro, anche contro il mio miglior giudizio.

E così eccomi immersa nella vita di un commissario di polizia affascinate e perduto (almeno nelle intenzioni dell’autrice) che indaga sulla morte del proprietario di una libreria antiquaria – una buona idea, di per se’.

A parte l’antipatia del personaggio principale, il libro scorrerebbe anche. Ma a pagina 15, il commissario riceve un messaggio: una donna vuole parlargli, ma lui lo ignora per tutto il libro con scuse banali, e con ragione, perchè appare ovvio anche al lettore meno scafato, che quella sarà la conversazione risolutiva.

E così, il commissario seduce giovani infermiere, si lancia in chiacchiere da spogliatoio con un caro amico modenese, piange il suo amore perduto per mano mafiosa, si risolve a rimanere solo che è l’unica cosa che un uomo affascinante possa fare, insomma tutto fa tranne che rispondere ad una telefonata che risolverebbe il suo caso e il pomeriggio del lettore.

E nelle ultime dieci pagine finalmente la soluzione arriva, improbabile come una balena in via Po, scomodando addirittura l’olocausto.

L’autrice pare sia una giornalista francese residente a Torino dietro pseudonimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...