Yosemite e San Francisco – 2

Siamo andati a fare “una passeggiata con il Ranger”. In varie postazioni del parco, i ranger dedicano un’oretta del loro tempo ad intrattenere i turisti pigri che non hanno voglia di fare trekking, o pagaiare o dedicarsi a qualunque altro tipo di attività all’aperto per cui di solito si viene a trascorrere del tempo in un parco naturale ( a parte lo struscio serale al Curry Village).

Il nostro ranger si chiama Tom, lo incontriamo al White Wolf Campground, e la nostra passeggiata- conversazione verterà sull’ospite d’onore di Yosemite: l’orso nero americano.

Al nostro arrivo notiamo una certa eccitazione nel piccolo gruppetto già radunato attorno al ranger. Apparentemente la sera prima un esemplare del suddetto orso nero ha deciso di farsi un’escursione nel campeggio. Quasi tutti gli astanti sono riusciti a dargli un’occhiata almeno superficiale. L’orso aveva un colalre radio, ci spiega Tom, il che vuol dire che non è nuovo a questi tentativi di socializzazione con il cibo umano, ma è abbastanza innocuo e si spaventa facilmente, quindi gli si permette di rimanere in zona, fino a che non ne fa una troppo grossa. E allora sapete che succede, ci chiede Tom che ha una passione per interrogare il pubblico?

Un bambino alza la mano preparatissimo: gli sparate. Un paio di adulti intervengono concilianti, ma nooo, lo si rimuove, lo si porta un po’ più lontano… ma Tom è tranchant: no ha ragione, lui, lo uccidiamo.

Gli orsi aggressivi sono stati un problema per il parco fino agli anni 80, quando era costume lasciarli rovistare nelle immondizie degli alberghi. Ma ora il costume è cambiato, vogliamo orsi timidi ed autosufficienti, quindi nei casi estremi si interviene con maniere estreme.

La passeggiata continua: il bambino di cui sopra, insieme al padre ed al fratello, ci mostra una foro scattata la sera prima all’orso visitatore, ripreso nell’imbarazzante momento dell’evacuazione corporale. Tom è entusiasta e si fa portare nel luogo della toilette, per mostrarci l’imperdibile cacca d’orso, fresca di 12 ore. Ci invita a saggiarne la consistenza con un legnetto. Molti di noi declinano.

Ci spiega che se vediamo cacca d’orso con vicino un legnetto, vuol dire che di li’ sono passatti, in successione, prima un orso e poi un ranger.

Ci mostra cranii d’orso e di coyote, ci racconta le sue esperienze con i simpatici plantigradi e conclude con le istruzioni su come comportarsi in caso di incontro con un orso (a parte fotografarlo mentre fa la cacca).

Allora sappiate: non si scappa, si grida e si cerca di spaventare una bestia che pesa mezzo quintale, corre ai 40 all’ora, nuota e si arrampica sugli alberi. Buona fortuna.

Non dovesse funzionare, c’è sempre la preghiera, e in ogni caso, proteggete le parti molli. E comunque, mai e poi mai permettergli di raggiungere il vostro cibo.

Nel caso di grizzly (non presenti a Yosemite) conviene fingersi morti, dato che sono cacciatori e non mangiano carcasse, ma la buona notizia è che, nonostante siano più aggressivi dell’orso nero, perlomeno non sanno arrampicarsi.

Il resto della giornata è passata in passeggiate e letture in riva al fiume (eh, si, noi si va a Yosemite per leggere). Un barbecue serale ha concluso il tutto.

Ma quanto è stellato il cielo, per gli orsi ed i campeggiatori!

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