Il lato povero dell’Inverno

Qualche giorno fa qualcuno (pensando peraltro di trovarsi su un forum) ha scritto sui commenti di questo blog che non è giusto idealizzare il Canada, che non è certo il paradiso ecc. ecc.

Lasciando da parte il fatto che questo è un blog personale, e non un sito che incita gli italiani a trasferirsi in massa all’estero (Dio me ne scampi), mi rendo anche conto che la maggior parte dei miei post, quando parlano di Halifax, ne parlano in termini abbastanza positivi. Colpa mia, sono un’inguarible ottimista (“sei una di quelle” mi disse con orrore la mia amica Flora la prima volta che ci incontrammo).

Questo non significa che non veda il “lato oscuro”, o che non gli dia il giusto peso. Glielo do eccome, ed ecco perché sono contenta di non essere in Italia.

Comunque no, questo non è il paradiso terrestre. Tanto per cominciare d’inverno fa un freddo terribile. E questa è una provincia povera. La più povera del Canada.

Questo vuol dire che ogni inverno decine di persone si ritrovano per strada, senza un riparo e senza un pasto. Questo vuol dire che ci sono persone, a volte enti statali, a volti privati con tanta buona volontà, che aprono i cosiddetti “rifugi” per senza tetto.

La “stagione” dei rifugi è iniziata domenica scorsa, il clima è ancora abbastanza mite, ma di notte va sottozero e comunque l’inverno è alle porte, da un giorno all’altro potremmo svegliarci tutti sotto la neve.

Perciò bisogna cominciare a pensarci.

Il problema è che ci sono dei limiti, e non solo di tipo economico. Alcuni rifugi accettano solo uomini, e altri solo donne. Il che esclude le coppie, o i transessuali, che sono rifiutati in un caso, e non si sentono a proprio agio nell’altro.

Altri rifugi hanno una policy di tolleranza zero nei confronti di droghe e alcool. Se sei ubriaco, anche solo un po’, non entri.

Di fronte a questo problema si è mosso un professore di Dalhousie, e ha aperto un nuovo rifugio chiamato Out of the Cold, via dal freddo, che ha la caratteristica di accettare tutti quelli che, per un motivo o per l’altro non possono essere ammessi negli altri rifugi della città.

Dopo un po’ di difficoltà in partenza (gente troppo preoccupata per il buon nome del proprio quartiere si trova anche in Canada), Out of the Cold ha trovato casa nella parrcchia di San Matthew, su Barringto Street. Circa 200 persone ruotano come volontari intorno al rifugio, che può ospitare fino a 15 posti letto, ha accesso alla piccola cucina della parrocchia e perfino alla palestra. C’è un angolo per la lettura, per chi non è pronto a spegnere la luce come in caserma.

Quest’anno si spera di riuscire ad offrire un pasto caldo, oltre alla leggera colazione del mattino.

Ecco, certo c’è bisogno di una politica seria per i senzatetto, non basta la buona volontà, ma mi piace molto questa collaborazione tra università, parrocchia e privati cittadini per risolvere un’emergenza.

Aspetta un attimo, ho di nuovo visto il lato positivo, eh?

Oh, beh, sue me!

Più dettagli qui

 

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