Una signora e la sua servitù

Ovvero Mrs Woolf and the servants, dove Mrs Woolf è, ovviamente, Virginia.

Alison Light sceglie un punto di vista interessante e desueto per gettare nuova luce sulla vita delle scrittrice e dei suoi contemporanei, a cavallo tra la rigida Inghilterra Vittoriana, gli anni non convenzionali di Bloomsbury, e l’inizio della seconda guerra mondiale.

Attraverso i diari di Virginia e molte altre testimonianze, ci si fa un’idea di come la gestione di una casa borghese sia cambiata e di come non sia stata affatto una passeggiata di salute, ne’ per le famiglie della middle class, ne’, meno che mai, per il personale di servizio, che si trovava nella scomodissima posizione di essere al contempo un bene di cui disporre e parte integrante della vita famigliare.

Attraverso la storia delle varie cameriere e cuoche e governanti che si sono susseguite prima nella casa degli Stephens poi degli Woolfs e dei Bells, talvolta passando di mano tra le famiglie come pezzi ingombranti di eredità, abbiamo la sensazione di sbirciare dalle finestre, mentre Virginia e le sue cameriere sviluppano rapporti di odio, amore e dipendenza reciproca, e la scrittrice sfoga talvolta i suoi (e nostri) peggiori istinti.

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