The book of negroes

di Lawrence Hill

E’ più di un anno che sento parlare di questo libro. Mi imbatto in recensioni, articoli, gnte che ne parla. Non ho mai prestato molta attenzione, i romanzi in stile “biografia completa del protagonista” non sono mai stati il mio forte.

Poi sotto Natale l’ho ordinato in biblioteca, avevo voglia di letture d’evasione. E l’ho letto. D’un fiato. Sono evasa, eccome, dalla realtà per un paio di giorni.

Non è il libro più bello che abbia mai letto, ne’ probabilmente il più interessante. Ma è scritto con mestiere, e la protagonista, una giovane donna africana rapita da adolescente e rivenduta come schiava sulle coste della Carolina, che parla in prima persona della propria esperienza, è un personaggio “larger then life” come dicono da queste parti, a cui ci si appassiona subito.

Hill inserisce il giusto mix di elementi storici alla narrazione, e c’è persino un intera parte ambientata in Nova Scotia.

Erano secoli che non leggevo un romanzo d’avventura, e questo libro di certo lo è: decenni passano come minuti, non c’è niente, ma proprio niente, che non capiti alla sventurata, la quale tuttavia affronta ogni rovescio del destino con determinazione e forza d’animo, nonchè qualche super potere (sa leggere, scrivere e far di conto, parla inglese senza accenti stranieri, è una levatrice ed una guaritrice).

Mi sono divertita, lo consiglio.

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