Still Alice

by Lisa Genova

Ho letto troppi libri ultimamente, non gli sto dietro con le recensioni. Quindi questa è “la recensione a caso” del mese.

Avevo ordinato questo romanzo in biblioteca da tempo, ma la coda era lunga. I motivi, ricordo vagamente, per l’ordine erano stati il congnome italiano della scrittrice e un legame che questa ha avuto in passato con la Nova Scotia.

Un po’ tenue, mi rendo conto. Oltretutto entrambi i motivi sono irrilevanti dal punto di vista del romanzo.

In più il libro parla di Alzheimer, e di un rapporto tra madre e figlia, insomma boh, però quando l’ho preso in mano, era un librino piccolo piccolo, e così ho iniziato.

La protagonista, Alice, è docente ad Harvard, ha successo, una bella famiglia, è una donna brillante e intraprendente. I tre figli hanno la loro vita, i più grandi avviati anche loro sulla strada accademica, la più piccola in California in cerca del proprio destino, e una relazione un po’ tirata con la madre.

Il marito anche lui insegna ad Harvard, anche lui ha successo e una carriera piena di soddisfazioni.

Poi Alice comincia a scivolare via. Prima piccole cose, un appuntamento dimenticato, la ricerca disperata di un mazzo di chiavi. Cose che capitano a tutti.

Ma un giorno, mentre fa jogging per Cambridge, si perde in Harvard Square, a tre isolati da casa. Le ci vogliono alcuni minuti prima di riconoscere i posti così familiari.

Disperata, si rivolge ad un neurologo, sospettando un tumore. Ma la risposta è quasi più agghiacciante: Alzheimer, dice il medico, ed alla tua età relativamente giovane, il tempo che resta non è molto.

Le reazioni della famiglia e i sintomi che si alternano sempre più frequentemente alla lucidità fanno il resto.

Il libro è ben scritto, con poco spazio per il pietismo e la melensaggine in cui sarebbe facile scivolare visto l’argomento. Ma l’io narrante è una donna molto razionale e questo ci salva dai piagnistei, anche se rende il progredire della malattia ancora più terribile.

Il percorso  è visto con gli occhi del paziente, che perde a poco a poco controllo della sua vita, recupera in parte i rapporti famigliari, altri li perde, e affronta l’imbarazzo di colleghi e conoscenti.  Il momento più toccante del libro è la scena in cui Alice dice al marito: “sento la mancanza di me stessa”.

Che poi è quello che capita un po’ a tutti, invecchiando.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...