Washington, District of Columbia

O dovrei dire Silver Spring, Maryland. O meglio ancora, Langley Park.

Scrivo dal soggiorno del nostro nuovo appartamento, in Maryland. E’ grande e luminoso, ripulito e ritinteggiato, profuma di casa nuova. I pavimenti in legno sono lucidi di cera, la cucina una specchio, ci sono molti armadi, e un bagno troppo piccolo.

Lo stabile e’ ben tenuto e dispone di tutti i confort, inclusi lavanderia al piano, piccola videoteca, connessione wireless (in via di installazione – per ora scrivo grazie ad una qualche vicina che ha lasciato la sua aperta, grazie Inez, chiunque tu sia), piscina e sala fitness.

Dalle finestre del quarto piano vedo uno spicchio di parcheggio, le finestre degli appartamenti di fronte (è un edificio a ferro di cavallo), molti alberi.

La zona non è l’ideale per noi, siamo abbastanza lontani da tutto e poco serviti dai mezzi. Ma è una situazione temporanea, in attesa di comprare casa. Almeno, questo è il piano.

L’indirizzo postale è Silver Spring, ma è più accurato dire che siamo a Langley Park, che non è una vera e propria cittadina, più l’incrocio di molte altre (Silver Spring, appunto, Takoma Park, Prince George’s County). Ed è anche una delle zone più multietniche d’America.

Il vicino centro commerciale, una quindicina di minuti a piedi, è noto come International Corridor, ed infatti ieri l’uscita per la spesa base da primo giorno in nuova casa, si è trasformata in un viaggio intorno al mondo via supermercati.

Al momento il primo posto lo vince il Red Apple Farmer’s Market, di impronta nord africana, una paradiso di spezie e colori, e meravigliosi sconosciuti ingredienti che non vedo l’ora di impiegare in un modo qualsiasi.

Molto meno entusiasmante l’asian market, che pareva la versione sfigata di certi negozietti di cibo orientale che ci sono a San Salvario. L’aria squallida è da attribuirsi più alla monotonia scarna delle corsie del supermarket (alcune parzialmente vuote) che altro. Come se avessero un locale troppo grosso per la quantità di merce.

Il messicano ( gruppo etnico preponderante in zona, ad una prima occhiata, ma magari sono solo più shoppari degli altri ed erano tutti alla mall ieri pomeriggio) la fa da padrone in termini di fast food e ristoranti, ma anche nella locale profumeria i soliti prodotti per trucco e capelli esibiscono sulle scatole modelle con fattezze chiaramente centro americane, e talvolta nord africane.

E’ come un mercato parallelo, stessi prodotti che parlano lingue di marketing diverse.

Insomma, finora tutto ok. Mi piace abbastanza tutto della zona, e forse dopo che avrò sperimentato il bus n. 16, diretto a Silver Spring Down Town, non avrò nemmeno più la sensazione di essere così isolata.

E poi alla fine l’avrà vinta il compagno di viaggio, e mi rassegnerò ad usare l’auto, almeno ogni tanto.

Piano per la giornata: siccome siamo arrivati dopo un lungo viaggio in auto completo di felini a traino, mancano parecchi prodotti essenziali alla gestione della casa, ed agli stessi felini. Ergo, shopping, ancora.

Ma anche visita all’appartamento di Takoma Park che era stata la nostra scelta iniziale, ma che un disguido con l’attuale inquilino ci ha sottratto. Potrebbe ancora essere che decidiamo di trasfrirci li quando si libera. L’unico vero vantaggio rispetto a questo e’ la vicinanza alla stazione della metro. Che è anche uno svantaggio, in quanto i treni pare passino ai piedi del letto.

Infine, esplorazione in direzione Georgetown delle prossimità lavorative del compagno di viaggio.

Buon ferragosto anche a voi.

PS – ho avuto una botta di insonnia tremenda stanotte, ma non tutti i mali vengono per nuocere, perché nel frattempo ho ricevuto una buona notizia dall’Italia, direi la prima in mesi. Ma è veramente buona, perciò gioite un poco con me.

Annunci

3 thoughts on “Washington, District of Columbia

  1. Benvenuta nella tua nuova casa 🙂 Ho vissuto a Washington DC un mese, negli anni Ottanta. Si chiamava Upper Marlborough, se non ricordo male. Afa, caldo, umido. Ma era estate.

  2. Grazie Sciltian, e probabilmente resteremo qui, nonostante la scomodità. Oggi siamo andati a vedere quello che non si è liberato, e sarà libero tra un mese. E’ buio e ha meno amenità, è più piccolo e a questo devi aggiungere la scoodità di fare due traslochi. Oltretutto il management, imbarazzato, ci ha offerto un piccolo sconto. Insomma, forse è destino. (almeno per i prossimi 6 mesi)

  3. Ah ecco. No anche io resterei dove siete. Solo l’idea di fare due traslochi nello stesso quinquennio già mi fa salire la pressione. Non infierire, visto il mio prossimo futuro… 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...