Il fascino segreto del camionista

I mobili sono arrivati. In questa estate piena di immani tragedie, piccole sfighe, e innumerevoli contrattempi, abbiamo avuto il nostro momento di gloria ieri a mezzogiorno, quando l’autista dell’impresa di traslochi ha chiamato per dirmi che stava arrivando.

Un mostro trainante un conteiner pieno di mobili (non solo i nostri, ma quelli di almeno 5 famiglie in transito tra Canada e USA) si è fatto faticosamente strada nel comunque ampio parcheggio del nostro palazzo, solo per scoprire che l’aiuto che apettava aveva dato forfait.

Dopo il primo momento di sconforto abbiamo convinto uno dei manutentori del palazzo a darci una mano, e l’operazione di scarico, tra appartamento e storage ha preso fino alle sei di sera.

In tutto questo Dale, l’autista del camion, un signore cinquantenne canadese con un sottile senso dell’umorismo, non ha mai perso la calma, ne’ quando si prospettava l’opzione di doversi scaricare tutto da se’, ne’ quando un furgoncino parcheggiato di traverso gli impediva di uscire in retro marcia con la sua bestia da 20 metri, ne’ quando, verso la fine della serata le ginocchia cominciavano a traballargli.

La vista di questo tipo che parte da Toronto con un carico del genere, e nelle pause dalla guida carica e scarica a volte senza aiuto, mi ha fatto pensare al quanto è semplice, tutto sommato, la mia vita.

Insomma, la casa dispone ormai di tavolo, sedie, letto e divano, più alcuni accessori.

Ieri sera, attraversando la International Mall con la mia pizza surgelata (100% real cheese, prometteva una scritta sul cartone) mi sono guardata intorno: bambini urlanti, madri e padri con carrelli della spesa da sabato pomeriggio, mille lingue parlate intorno a me. Una macchina mi ha suonato passando, e l’impiegata dello storage, al volante mi ha sorriso e fatto ciao con la mano.

Ho pensato all’improvviso che quando sarà ora di lasciare Langley Park, per una casa più grande, più centrale, più comoda ai servizi, richierò forse di lasciarci un altro pezzetto di cuore!

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One thought on “Il fascino segreto del camionista

  1. Faccio lo stesso pensiero tutte le volte che vedo un netturbino caricare l’immondizia di Toronto, che ha un odore di puzza stagnante che pare non si possa levare nemmeno facendo il bagno nella trielina. Oppure quando vedo gli operai che pareggiano il bitume sotto il sole cocente. Mi dico sempre: ecco, questi lavorano, io gioco.

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