Libri di settembre – speciale Montgomery County Library

A grande richiesta (ma de che?).

Ho una nuvissima tessera della biblioteca, in particolare delle Biblioteche Pubbliche della Montgomery County, che, per i più distratti, sarebbe il mio attuale luogo di residenza. La filiale pù vicina si chiama Long Brench, 10 minuti di Bus, è molto carina anche se piccola.

La cosa positiva (più positiva) è che tutte le biblioteche di DC, Nord Virginia e Maryland, sono di fatto consorziate, e la mia tessera del Maryland vale anche in tutte le biblioteche della Greater Washington Area (GWA, di qui in poi).

Non ho ancora testato il servizio, ma è bello sapere che si può.

Comunque, il sito internet anche non è male, tranne che non consente come quello di Halifax di tenere una wishlist, così trasferirò tutto su Librarything e buonanotte.

Questi sono i primi “acquisti”, tutti già in mio possesso, alcuni già letti o in procinto di esserlo.

Barbara Ehrenreich

Bright-sided : how the relentless promotion of positive thinking has undermined America

Leggo religiosamente tutto quel che scrive la Ehrenreich, quindi eccomi qui per questa relativamente nuova produzione. Non sorprendentemente, ero la prima in coda a richiedere il libro.

Beverly Daniel Tatum

“Why are all the Black kids sitting together in the cafeteria?” and other conversations about race

Questo è il famoso libro che finí in lavatrice a giugno. Si, si, faccio attenzione. Ah, e’ mooolto interessante.

Elizabeth Strout

Olive Kitteridge

Solo perché non faccio altro che vederlo e sentirne parlare ovunque. So anche che non è da me, ma lo raccomanda Laura Lippman. Quindi.

Woody Holton

Abigail Adams

Un “acquisto” impulsivo se mai ve ne fu uno. In seguito alla lettura di un articolo sul New York Times lo scorso inverno. Che mi frega pochissimo dei presidenti americani, e meno ancora delle loro mogli. Ma tutto potrebbe cambiare, grazie a questo libro. E’ questo che rende i libri favolosi.

C. David Heymann

The Georgetown Ladies’ Social Club: Power, Passion, and Politics in the Nation’s Capital

A dimostrazione del fatto che delle mogli dei presidenti e degli ambasciatori me ne frega pochissimo. Il libro lo sto leggendo ed è interessante solo a tratti, o meglio ancora perde delle buone occasioni, come nella parte che riguarda Kay Graham, per il resto oscilla tra l’ammirazione un po’ piccolo borghese per la buona società di Washington, ed il pettegolezzo a volte crudele ed inutile. Tra l’altro è l’unico libro che ho acquistato, oibò. Ma che ci volete fare, faceva caldo, mi annoiavo ed ero in libreria a Georgetown. E’ uno di quegli acquisti impulsivi, appunto. Poteva andar peggio. Poteva essere un maglia di Ralph Lauren o un vestito di Aspesi. E lo dico perché l’ho comprato con la carta di credito del compaghno di viaggio 🙂



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