CaBi, o Washington in bicicletta

Noi c’abbiamo il Bike Sharing, qui a DC.

Qualcuno dirà, siete arrivati voi! Eh, si, mi rendo conto: ma nei due mesi che sono stata in questa città, ho visto delle forze in trasformazione. Quella che era la capitale del paese, piena di monumenti e uffici pubblici e ministeri si sta piano piano trasformando in una città dove la gente abita per davvero, e non soltanto un posto dove i pendolari arrivano alle nove e se ne vanno alle cinque incrociando il passo solo con occasionali turisti.

Certo, essendo gli americani quel che sono, non è che sono sempre informatissimi su quello che succede altrove. Per esempio adesso tutti parlano dei quartieri ad uso misto, ovvero posti dove si mescolano abitazioni, uffici, esercizi commerciali, mezzi pubblici e privati, ristoranti e quant’altro sia. E magari le suddette abitazioni possono dividersi a loro volta in case unifamigliari e piccoli appartamenti, abitati da gente di ogni colore, età, e possibilità economica, per variare.

Ah, abbiamo scoperto l’acqua calda, vi sento che lo dite. E avete pure ragione. Qui questo processo lo chiamano gentrificazione e purtroppo ha anche i suoi lati negativi, perché se qualcuno non interviene a regolarlo i prezzi degli immobili schizzano alle stelle e ci siamo giocati una parte della popolazione, in genere quella che già era sul posto e tirava a campare a malapena.

Ma comunque, DC è in fermento e si vede, e si sente. Di qui il nostro Bike Sharing. Che si chiama ufficialmente Capital Bikeshare, o CaBi per noi addentro.

Ed è il progetto di questo genere più ambizioso in Nord America ora come ora. Un centinaio di stazioni, circa 1000 biciclette* a disposizione di tutti. La tessera annuale costa $70, l’utilizzo varia ma comunque la prima mezz’ora è gratis, il che vuol dire che con due o tre cambi, mi attraverso la città.

Certo abbiamo ancora problemi: la gente litiga su dove mettere le stazioni, non sempre si è raggiunto un accordo. Il National Parks Service, che sono quei signori che gestiscono i parchi nazionali, tipo Yellowstone per dire, ha giurisdizione su quasi tutte le aree verdi in città (dai parchi alle aiuole) e con loro non si è ancora riusciti a raggiungere un accordo, quindi niente CaBi sulla National Mall.

Ci vorrebbero più stazioni ancora, ma i soldi sono quel che sono, e così via.

Ma la gente è entusiasta. Non c’è blog o list serv in città che non faccia la cronaca al minuto dell’installazione di ogni singolo parcheggio, i miei futuri vicini di casa già si domandano come richiederne uno dalle nostre parti, e lunedì che la Metro andava ridotta per lavori di manutenzione, è stato un successone per CaBi.

Addirittura ci sono enti governativi che offrono ai dipendenti una tessera corporate.

Avete paura di arrivare in una stazione e trovare tutte le bici già prese? beh, ecco una mappa che vi può aiutare, dicendovi in tempo reale qunte bici ci sono, dove e quali possono essere le eventuali alternative.

Perciò che aspettate? Tutti in sella!

*Toronto ha un progetto con numeri simili.

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