Una nazione senza futuro

Dopo quasi tre mesi (più un paio spesi per l’organizzazione) di contatto con gli USA sono arrivata alla conclusione che queste persone vivono nel presente. Non nel senso che assaporano il qui e adesso (magari anche, non so) ma nel senso che non fanno piani per il futuro più lunghi di una settimana, dieci giorni.

Il che va benissimo, per vacanze, vita sociale, vaire ed eventuali.

Ma qui oggi parlo di avere un tetto sopra la testa. Mi stupivo questa primavera, perché non riuscivo a prenotare un appartamento con un po’ di anticipo. Tutti mi dicevano, richiami un mese prima della data che le interessa, anzi facciamo pure tre settimane.

Mi ero detta: è un mercato tremendamente competitivo, quello degli affitti.

Invece adesso, che sto cercando di subaffittare il mio di appartamento, mi accorgo che semplicemente la gente si muove all’ultimo minuto. In due o tre mi hanno detto per telefono: tra una settimana mi scade il contratto. Tra una settimana? E tu non sai che sarà di te tra una settimana? Lo credo che i depositi di mobili hanno tutta questa diffusione. Mi immagino gente che chiude tutti  i propri averi in cabine 3 metri per 5 e poi soggiorna a tempo indeterminato sui divani di amici e parenti, in attesa di avere l’ispirazione per trovare un’altra casa.

Lo stesso discorso vale per il mutuo. Richiesto quasi un mese fa, il processo per ottenerlo è stato uno stillicidio. Invece di fornirci una comoda lista di documenti da portare, occasionalmente ricevevamo una eamil o una telefonata con una richiesta in più, potete procurarci la giustificazione di questa spesa, o la fotocopia del passaporto, o dell’assegno circolare che avete dato come deposito? In più di un’occasione i socumenti erano già stati forniti.

E adesso, che il nostro atto è fissato per Lunedì mattina, sto ancora aspettando gli ultimi dettagli per sapere di quanto esattamente dovrà essere l’assegno con le spese!

Quando provo a reclamare educatamente, mi si risponde con sorrisi incoraggianti e rassicurazioni, tranquilla andrà tutto bene.

Può darsi, ma a me pare di vivere sull’orlo di un abisso, e forse mi spiego un pochino il senso di perenne insicurezza in cui sembra navigare questo paese.

In fondo chi lo sa se domani avranno un tetto sulla testa?

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