Ricominciaaaamooooo

Il blog è stato dormiente ma in compenso la casa nuova è operativa ( o almeno lo era fino a stamattina, poi la seconda ondata di trasloco ci ha di nuovo riempiti di scatoloni e oggetti che non so dove mettere).

Siamo gli orgogliosi proprietari di una torretta nel quartiere di Eckington.

Eckington è “up and coming”, come dicono qui, ovvero sul punto di diventare desiderabile e alla moda. In realtà è ancora un po’ più indietro di così, appena un passo prima, e questo rende i suoi abitanti orgogliosi e pieni di rivendicazioni.

Chi come me è masochista e si iscrive alla list serv di quartiere, vede interazioni dialettiche degne di un’assemblea di condominio, solo su internet ed allargate ad un intero distretto cittadino.

La gente si insulta, si scambia pettegolezzi, segnala furti e rapine e come difendersene, e adesso che siamo sotto elezioni comunali, fa richieste più o meno probabili ai candidati al consiglio di quartiere e circoscrizione, che se vogliono una chance di essere eletti non possono sottrarsi a questo manicomio.

Ma tutto questo mi rallegra. La gente si parla e si conosce personalmente. La sera dalle cinque in poi, in molti siedono a gruppetti sui gradini delle case e conversano: il clima è ancora quasi estivo, il passaggio interessante.

Jimmy vive due porte più a ovest sullo stesso isolato: è stato il primo a presentarsi, il giorno del trasloco, e mi ha raccontato la storia della casa, e di chi ci ha abitato prima, ha ammirato la ristrutturazione e mi ha dato il benvenuto nell’isolato.

Poi è stata la volta di Linda, due case più a est, che mi ha presentato David, un signore di una certa età che si incarica della piccola manutenzione dell’isolato in cambio di mance: sposta i bidoni della spazzatura, raccoglie le foglie e quant’altro. Linda mi ha guardata negli occhi e ho capito che non era chiaro chi facesse il favore a chi, ma che è una cosa che va fatta per buon vicinato.

Due giorni dopo è stata la volta di Jenna, vicina di sinistra, che era appena rientrata per il week end e quindi si era persa il nostro debutto. Ha bussato alla porta, e sembra simpatica e alla mano. Ha due gatti, un cane, un bambino duenne.

Stamane Jenny, vicina di destra, usciva di casa per andare a lavorare, vive nella casa con altre tre persone, tutti giovani professionisti.

Insomma la strada è vivace, a due passi da un paio di caffé e molti piccoli grocery store, alcuni molto cari ma estremamente intriganti: Timor Bodega, il cui proprietario ci ha immediatamente riconosciuti come Italiani e vive sopra il negozio, ha un meraviglioso latte fresco, il migliore che abbia assaggiato in anni. Viene ad un prezzo, ovviamente, ma è veramente una coccola.

La domenica mattina un piccolo mercatino anima il quartiere: decine di persone si riversano per le strade di mattoni rossi, si fermano agli angoli a chiacchierare o si salutano festosi passando in bicicletta.

Noi abbiamo ripreso un po’ di ritmo nella vita sociale. Mercoledì, ancora in mezzo a scatole cartoni, Lidjia è stata la prima ospite. Un’ospite significativa, perché volata direttamente da Halifax per un convegno.

E’ stata una gioia averla, anche se per poche ore, e sentire notizie degli amici.

Venerdì sera ci siamo uniti ad un gruppone per fare il giro dei monumenti della Mall al chiaro di luna. Una passeggaita di circa 5 km sotto una luce – è il caso di dirlo – diversa dal solito.

Domenica abbiamo raggiunto il centro. Con una passeggiata di una quarantina di minuti, tranquillamente spesi a guardare i giardini e fermandosi per il caffé, si arriva a China Town. Se questo non è un lusso, non so cosa lo sia.

L’appuntamento era alla National Gallery con alcuni amici – uno aveva la mamma in visita dall’Italia – per la mostra su Arcimboldo e quella su Munch.

La città è bellissima – l’ho già detto? – e una domenica di sole è perfetta per fare amicizia.

Venerdì sera aspettiamo altra gente a cena e nel week end, Giuliano e Anna da Boston, iprimi ospiti overnight, per andare tutti insieme al Rally to restore Sanity.

Ora se non fosse per il mio raffreddore, potrei proprio dire che ho ripreso a respirare!

 

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