In caso d’incendio

La mattina in cui abbiamo traslocato in questa casa, c’è stato un  incendio nell’isolato accanto. Una della case e’ bruciata all’interno. Adesso, passandoci davanti, si vedono baffi neri intorno alle finestre, che sono chiuse con delle assi. L’esterno della casa, come per fortuna le case vicine, è intatto.

Ieri sera le luci colorate e le sirene dei camion dei pompieri si sono fermate davanti all nostra porta. Eravamo già a letto, ci siamo rivestiti in fretta, una veloce consultazione su dove sono i documenti e le gabbiette per i mici, in caso di veloce evacuazione e poi siamo usciti in strada, dove già il vicinato si era raggruppato.

Nessun pericolo, pareva: i pompieri erano concentrati sui nostri immediati vicini, che ci hanno spiegato di averli chiamati a causa di un corto circuito. Sono arrivati subito, hanno spento il piccolo incendio e nel giro di mezz’ora tutto era tornato alla normalità, tranne la puzza di fumo e qualche effetto personale bruciacchiato lasciato sul marciapiede.

Il primo anno ad Halifax, mi colpì molto un incendio avvenuto in un locale su Agricola Street. Li le case sono tutte in legno, i pompieri arrivarono subito, ma era gennaio e l’acqua ghiacciò dentro le manichette. Ci vollero pochi minuti per risolvere il problema, ma il fuoco aveva ormai divorato l’edificio, radendolo praticamente al suolo.

Qui a Washington le case sono di mattoni, ma sono anche molto più vicine le une alle altre.

Le sirene dei pompieri sono una colonna sonora abituale in Nord America, mi sembra molto di più che in Italia – o forse ci facevo meno caso. Percorrono le strade sui loro veicoli rossi, in velocità raggiungono tetti e seminterrati, srotolano e riarrotolano manichette lungo le vie, sono parte del paesaggio.

Ogni casa è dotata di sistemi di allarme antincendio, i più cauti hanno anche i sistemi di spegnimento ad acqua. Gli allarmi sonori sono noti per partire con toni assordanti al minimo accenno di fumo  o vapore: una bistecca alla griglia, una doccia troppo calda, ed ecco che ci si ritrova in piedi su una sedia sventolando uno straccio umido sotto il maledetto aggeggio.

Ma salvano vite, anche, e quindi ci adattiamo.

Ma ieri sera, sotto la pioggia battente, guardando il mio vicino attendere la sentenza sulla propria casa, ancora una volta mi sono sentita piccola ed insicura in questo paese, come se più che altrove ognuno vivesse appeso ad un filo.

 

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2 thoughts on “In caso d’incendio

  1. Per carita’, viva i firefighters e tutto quello che viene attorno. Pero’ nel mio palazzo han deciso di fare una prova antincendio AL MESE, il che significa che ogni 30 giorni la tranquillita’ dei giusti di cuore viene squarciata da un’orrenda sirena poi seguita da una voce che vorrebbe essere rassicurante, ma a quel punto tu sei gia’ aggrappato al soffitto con le unghie (per altro con le unghie mordicchiate e’ piu’ difficile, ma sempre possibile). “Fire test, fire test, this is only a fire test”. Ma li mortacci tua e di tutti quelli che hanno votato per un test anticendio al mese, porcadiquellala’. Ma dico, se il test fosse uno a quadrimestre, tutto sarebbe sempre in ordine e bello pronto a scattare per quando l’emergenza e’ reale! invece cosi’ abbiamo l’effetto al lupo al lupo, che non mi pare una bella cosa.

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