Sani come pesci

Niente pipì nel bicchiere ne’ raggi x al torace, come era successo in Canada per la residenza permanente.

Invece per la carta verde gli americani insistono sulle vaccinazioni. Dopo una visita medica abbastanza superficiale, in cui ci hanno fatti spogliare completamente ed indossare scomodi camici in cartone al solo scopo di prenderci la pressione sanguigna, è iniziato il calvario delle iniezioni.

Prima il controllo sulla tubercolosi, con visita due giorni dopo per verifica. Non abbiamo la TBC e sono sempre sollievi.

Poi ci hanno vaccinati contro le malattie esantematiche, anche quelle già avute, provate voi a procurarvi certificati medici di trent’anni fa, in Italia. Io comunque non ne ho avuta nessuna, mentre il Compagno di Viaggio ha evitato quella per la varicella, l’unica per cui si fidano sulla parola (chissà poi perché!)

Io, meno pronta di riflessi, non ho pensato di mentire e sono stata punzecchiata per tutto e ora sono al riparo dalla suddetta varicella, ma anche da orecchioni, morbillo e rosolia.

In compenso, con rocamboleschi invii di fax dal Canada ho potuto dimostrare di avere già fatto l’antitetanica, ed è stato un bene perché l’ultima volta ho avuto febbre e braccio paralizzato per una settimana.

Il tutto è costato un po’ meno di un migliaio di dollari in due, più ulteriore assegno di circa mille a testa per l’avvio delle pratiche. Ma il passo è fatto e fra sei mesi potremmo addirittura già avere l’agoniato documento di residenza. Verde speranza, me lo immagino.

Intanto, sempre sul fronte “mission accomplished”, siamo riusciti a importare la macchina, e siamo ora gli orgogliosi proprietari di due targhe di DC, con tanto di “Taxation without representation” in basso. E soprattutto, abbiamo il permesso di parcheggio nel quartiere, allelujia.

Tra due settimane si parte per l’Italia, e a me sembra quasi di non essere stata in questo paese per 4 mesi, li ho passati sempre di corsa, sempre dietro al prossimo problema, e invece eccoci qui.

Abbiamo una targa, una casa di proprietà, le pratiche avviate per la residenza, e molti meno soldi in banca. Il futuro sembra assicurato.

Da gennaio, bisognerà provare a passare anche un po’ di tempo nel presente, per cambiare.

 

 

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