I pericoli dell’arte

Pisarro

 

 

 

 

 

 

 

 

Una persona che si trovo a passare per la National Mall a Washington DC, ha diversi motivi per attraversare la National Gallery of Art, oltre a quello ovvio di visitare un museo. Ad esempio, può essere che stia cercando di sottrarsi al vento gelido di metà dicembre, risparmiando almeno tre isolati all’aperto. O magari, con Natale che si avvicina, è diretta al bookstore o al gift shop del museo. O ancora, visto che è appena passata l’ora di pranzo, vuole approfittare dell’ottimo gelato nella west garden court, o sedersi nel Garden café alla francese proprio nel mezzo dell’edificio. O solo ascoltare uno dei concerti gratuiti della Rotunda.

In ogni caso, la persona attraversa a passo abbastanza di marcia la galleria, entrando dall’ingresso sulla Settima strada, dribblando i visitatori incantati davanti ai dipinti e ignorando la vista dei quadri impressionisti appesi alle pareti. Questo fa l’abitudine, e la fretta.

Ma poi qualcosa di familiare, di vicino e conosciuto, potrei dire di rassicurante, si affaccia alla coda dell’occhio della persona in questione. Che non può fare a meno di fermarsi e controllare, come quando si vede un conoscente per strada e si sente il bisogno di verificare che sia proprio lui.

E il conoscente in questo caso è una strada di Parigi, il boulevard des Italiens, e non è familiare in quanto strada parigina, ma in quanto strada europea qualsiasi, con la fiumana di gente per strada, il traffico di pedoni e mezzi, le vetrine sulla strada.

Il conoscente è ritratto in quandro di Camille Pisarro che porta lo sesso nome della via, più un indicazione temporale e meteorologica, Mattina, Sole.

La persona, indaffarata con le sue commissioni, viene improvvisamente assalita da una nostalgia terribile per le città che le sono famigliari e conosciute, anche se non sono la sua, per uno stile di vita che ha perduto, per l’Europa e per l’Italia, per le passeggiate in autunno e il profumo delle caldarroste, per una visita a Parigi molto tempo prima in cui ha visto per la prima volta questo stesso quadro.

La persona si sente un po’ come quella volta che ha messo il naso in un bicchiere di barbera, e da una remota città del Canada è stata riportata nel tinello dei suoi nonni.

La persona rimane a contemplare il quadro per un tempo indefinito, ma certo più a lungo del previsto, con un pelo di magone, e poi riprende le sue commissioni e la sua strada, rassicurata se non altro dal fatto che potrà venire a perdersi davanti al Boulevard des Italiens ogni volta che vuole.

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