Un lungo week end di paura

Non si parla che di questo in città, dimenticati ormai il brutto tempo, l’imminente chiusura del periodo delle tasse e persino la grande parata per il Cherry Tree Blossom Festival.

Il governo federale potrebbe chiudere i battenti per un periodo non specificato, a cominciare da Sabato, perché in parlamento non ci si mette d’accordo sul nuovo budget dello stato.

Ergo, siccome scadono itermini per la presentazione del suddetto budget, tutti a casa fino a data da destinarsi, ovvero raggiungimento dell’accordo.

L’ultima crisi di questo tipo, avvenuta nel 1995 sotto il presidente Clinton, durò parecchie settimane.

La situazione è già molto brutta, ma per la città di Washington DC è anche peggio. Siccome è un distretto federale, pertanto operante sotto bilancio dello stato federale, molti servizi considerati non essenziali per i cittadini saranno sospesi.

Poste, raccolta delle immondizie, uffici pubblici. Tutto bloccato.

E naturalmente molti lavoratori in città resteranno a casa senza stipendio, perché se il governo chiude, i suoi dipendenti restano a casa. Con loro un bel po’ dell’indotto. Per non parlare del turismo, in piena ripresa estiva: con i musei dello Smithsonian Institute chiusi al pubblico, sara’ una bella botta.

Pompieri e poliziotti continueranno a operare, ma pochi altri.

Le opinioni sono discordanti, qualcuno pensa che alla fine si troverà una soluzioni, altri che la chiusura durera’ al massimo un paio di giorni.

La guardia della biblioteca centrale, dove faccio volontariato, oggi l’ha detto meglio di tutti, tra l’incredulo e l’incavolato. “They won’t have the guts?” che potremmo tradurre molto liberamente “non avranno questa faccia di merda?”

Soggetto sottointeso i parlamentari, che a quanto pare ad ogni latitudine dispongono di una buona dose di impudicizia.

L’aria e’ spessa ed i fiati sospesi, anche in questa bellissima giornata di aprile appena passata. Io domani corro a fare una raccomandata urgente (che non si sa mai, poi chiudono le poste) e a ritirare gli ultimi libri in biblioteca.

E poi forse andrò con gli altri a lasciare le mie immondizie non raccolte sotto casa di John Boehner

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