Cosa c’è oltre la collina?

Nel tentativo di trascinare il Compagno di viaggio in una delle mie esplorazioni, mi sono data una discreta zappa sui piedi. Ma la giornata è uscita decente lo stesso.

Siamo partiti di casa verso le 1o, con un sole pallido ma una bell’aria di primavera. Trascinate le bici giù dai gradini, ci siamo accorti che la mia aveva la ruota posteriore un po’ sgonfia. Ah, beh.

Si va lo stesso: destinazione, il Lincoln Cottage, casa di vacanza del presidente Lincoln, che si trova nella parte nord della città, ad una ventina abbondante di minuti a pedali. In salita. Molto in salita.

Ma era una scusa per visitare una zona che mi attrae: su da First Street, tra le splendite case di LeDroit fino al vecchio acquedotto, che presto (facciamo una decina d’anni?) diventerà un nuovo quartiere residenzial/commercial/ecc.

Poi in mezzo all’ospedale dei veterani, poche decine di metri sulla pista ciclabile- marciapiede di Irving  Street e poi su Kenyon, dove abbiamo una volta quasi comprato casa. Ancora qualche isolato ed eccoci a Petworth, con i suoi portici e i giardini fioriti, le case che guardano il parco.

Il parco è in realtà di proprietà dell’esercito ed ospita un’elegante casa di riposo per militari in pensione, con tanto di campo da golf. All’interno c’è il Lincoln Cottage.

Ma ecco il primo intoppo, bisognava prenotare la visità. Oibò, avevo persino il biglietto scontato. Fa niente, facciamo un giro per il parco, scattiamo qualche foto, visitiamo il piccolo museo annesso.

Mi consolo pensando che la strada al ritorno sarà tutta in discesa. E infatti le bici quasi volano giù da Rock Creek Church rd, la sensazione è esilarante, almeno finché non sento un flop flop provenire dalla mia ruota posteriore, che subito dopo si blocca.

Partita la camera d’aria, che tra l’altro si avvoltola intorno alla catena.

La liberiamo tagliandola con una chiave, il resto del tragitto lo faccio spingendo la bici a mano, mentre il compagno di viaggio mi precede a casa.

Ma sono determinata a non lasciarmi rovinare la giornata, con il sole che nel frattempo è uscito. Allungando non di poco il tragitto porto la mia fedelissima Anna fino dal ciclista, e nell’attesa do appuntamento al compagno di viaggio da Busboys and Poets, per pranzo.

Il ritorno sulle strade relativamente in piano di Shaw, e con la ruota gonfia, è una passeggiata.

Sappiatelo, essere ottimisti e positivi è un lavoro a tempo pieno. Dovreste pagarmi. Davvero.

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