Certificati di nascita e altre quisquilie

Da questa parte dello stagno siamo in piena agitazione elettorale, sia in Canada, di cui parlerò a elezioni avvenute, che negli Satati Uniti, dove è partita la campagna presidenziale per il 2012.

Di regola, il presidente in carica ha buone chances per essere rieletto, ma non mancano certo le eccezioni, e comunque chi ha voglia di rischiare?

Oltretutto all’ultima tornata elettorale i Repubblicani hanno riguadagnato il congresso, segno che la nazione si è nuovamente spostata verso destra, e anche gli elettori democratici sono infastiditi da quella che percepiscono come “troppa cautela” da parte di Obama.

D’altra parte, i toni dell’ala estrema ed estremamente libertaria del partito repubblicano si sono decisamente alzati, mettendo in imbarazzo a volte persino l’establishment del GOP stesso.

Certo, i nomi dei possibili candidati dell’elefantino sfiorano il ridicolo: Donald Trump, sul serio? Un miliardario con manie di protagonismo televisivo e qualche brutto fallimento alle spalle, che spara scemenze improbabili da sotto il suo riportino? Mmm, ho una sensazione di déjà vu!

Trump, per dirvi il fatto del giorno, fa parte del gruppo di persone che i giornalisti chiamano birthers, ovvero coloro che sostengono che il presidente Obama non sia nato in America. (Ma presumibilmente in Kenia). Questo naturalmente invaliderebbe la sua elezione, perché in questa terra di emigranti, solo chi è nato entro il territorio del paese può aspirare alla prima carica.

Il certificato di nascita era già da tempo stato mostrato a parti neutre, che si erano dichiarate soddisfatte della sua legalità, ma ora la Casa Bianca lo ha reso pubblico e stamattina è su tutti i giornali.

Nessuno è soddisfatto della mossa: chi dice che Obama ha ceduto a ricatti (di nuovo), chi dice che è un falso (mai contenti, eh), i pochi a favore sostengono che Obama sta usando la tattica definita “l‘adulto nella stanza“, ovvero usare una voce razionale quando tutti gli altri si comportano come se fossero all’asilo.

Speriamo che la tattica funzioni, d’altronde non sempra che i repubblicani siano in grado di tirare fuori dal cilindro un candidato presentabile, e si sa che Obama da il suo meglio durante le campagne elettorali.

Non ci si annoia mai.

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