Gli americani e il “giardino davanti”

Front lawn, si chiama in in inglese, quel pezzetto di terra più o meno grande che la maggior parte delle case americane ha sul davanti, tra il marciapiede (dove c’è un marciapiede) e la porta d’ingresso.

Quello dove atterra il quotidiano al mattino, dove le casalinghe, disperate e non, si incontrano mentre annaffiano, dove nei film adolescenziali la classica buca delle lettere viene asfaltata dalla retromarcia improbabile di un neo patentato in preda ai fumi dell’alcool.

Naturalmente quasi tutte le case unifamiliari hanno anche il giardino “dietro”, ovvero il backyard, che ospita i classici barbecue, a volte la piscina, e in generale la vita famigliare all’aperto.

Il front lawn invece è frequentemente motivo di grandi contese, soprattutto nelle periferie medio ricche: spesso i vicinati sono controllati da una temibilissima Home owners association, una specie enorme assemblea condominiale, il cui regolamento stabilisce il numero di annaffiature a settimana e persino l’altezza massima dei fili d’erba, pena salatissime multe.

In città come Washington DC il front lawn è tecnicamente proprietà del comune e in teoria uno non potrebbe nemmeno sedersi sul portico a bere una birra, a meno di non cammuffarne la bottiglia, in omaggio a barbare leggi da proibizionismo.

Il front lawn è, soprattutto in suburbia, il simbolo del conformismo americano, e ogni volta che passo dalle periferie con praticelli perfettamente curati, mi torna in mente la scena di Blue Velvet in cui lo sguardo di Kyle Maclachlan si sposta, e con lui la telecamera, dal cielo perfettamente azzurro al prato perfettamente verde solo per trovare nella serenissima immagine un bell’orecchio mozzato.

Ma “l’americano fugge la stranezza” cantava lo sguardo a bisturi di Giovanna Marini, e certo provoca un senso di falsa sicurezza passare davanti a queste ordinatissime schiere di villette, tutte simili tra loro, tutte con l’erba tagliata alla stessa altezza.

Certo qualcuno con il gusto di fare diversamente c’è sempre, e forte del fatto che i giardini americani consumano da soli ogni anno 800 milioni di galloni di gas per i tosaerba, e circa un terzo di tutta l’acqua usata per scopi residenziali, molti movimenti anti-front lawn si stanno sviluppando, fratelli stretti dei movimenti per il nuovo urbanismo.

Nelle città insomma si aspira al modello europeo. Ma ancora in pochi rinunciano al sogno (o incubo) suburbano.

 

 

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