Un paese per chi? Il Cedaw e le pari opportunità in Italia

 

È uscito il rapporto ombra italiano sull’applicazione del Cedaw (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women), la convenzione europea in termini di parità e diritti delle donne, e la situazione non è rosea. L’Italia è indietro rispetto alla convenzione sia in termini di servizi, che di legislazione, che, naturalmente, di cultura.

Non siete sorprese ? Nemmeno io. Mi sono letta tutte e 152 le pagine del rapporto, ecco uno degli estratti più significativi:

« Negli anni 2005-2009 in Italia non si sono registrati sostanziali miglioramenti nella condizione delle donne.È stato anzi rilevato il disinteresse di gran parte del mondo istituzionale per il numero sempre crescente diviolenze domestiche terminate in femminicidi, cui si è aggiunta la strumentalizzazione politica degli stupri commessi da stranieri in luoghi pubblici (un’esigua percentuale rispetto a quelli commessi tra le mura domestiche) al fine di approvare leggi in materia di immigrazione ulteriormente repressive. Questo ha portato nel 2007 numerosissime donne a manifestare per chiedere investimenti e piani di intervento strutturali contro la violenza, ma soprattutto per reclamare con forza la promozione di una cultura di genere paritaria capace di sradicare le vecchie concezioni patriarcali e gli stereotipi discriminanti alla base di queste violenze e, più in generale, della sottorappresentazione della donna nei luoghi di potere della vita sociale,culturale, economica e politica »

 

Altri punti rilevanti :

 

-l’accesso delle donne al lavoro e alla salute riproduttiva non è migliorato in questo periodo.

-il profondo radicamento degli stereotipi sessisti nel nostro Paese costituisce il maggiore ostacolo alla realizzazione femminile in tutti gli ambiti.

-le minoranza nella minoranza (anche se tecnicamente le donne NON sono in minoranza) se la vede ovviamente anche peggio : donne migranti lasciate senze accesso ai servizi base, discriminazione costante per donne lesbiche o transessuali, mancanza di attenzione alle donne disabili.

-Il problema della violenza sulle donne, fino ad includere il femminicidio, ed in particolare i casi (fino al 75% secondo alcune statististiche) in cui l’aggressore è un famigliare o un conoscente.

-Le donne sono svantaggiate in termini di ricerca dell’occupazione e di carriera. Il tasso di disoccupazione è tra i più bassi d’Europa. Al contempo, dove le donne lavorano fuori casa, pesano su di loro le ore lavorate in casa in maniera decisamente maggiore rispetto agli uomini

Se non avete nemmeno mai sentito parlare del Cedaw e cadete ora ora dalle nuvole, anche questo non è strano. La convenzione non è mai stata pubblicizzata, nè tantomeno pubblicata o distribuita non dico al pubblico, ma nemmeno agli addetti ai lavori. Neppure una traduzione è stata mai presa in considerazione.

Dopo un buon mese e mezzo trascorso in Italia, mi è bastato prestare un orecchio ai telegiornali per verificare in modo empirico il contenuto del rapporto ombra. Sia in termini di notizie (avete sentito quella molto incoraggiante di quell’azienda di Milano, che ha pensato bene di licenziare solo il personale femminile -beh, per comiciare-, perché così può tornare ad occuparsi della vita famigliare e lasciare ai mariti il compito di portare i soldini a casa?) che in termini di toni usati dai servizi giornalistici (in un servizio sull’arresto di un gruppo di spacciatori di droga, il tono scioccato della giornalista e del tutore dell’ordine intervistato sottolineavano come una delle spacciatrici – una donna- avesse messo la droga nel biberon per provare a passare i controlli. Spacciatrice, passi. Madre snaturata, mai !)

 

Non è un paese per donne, decisamente, e la parità è ancora lontana.

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