La quiete prima e durante la tempesta

Questo sarebbe il mio secondo uragano, almeno tecnicamente. Il primo, ad Halifax quattro anni fa, lo dormii completamente e al mattino ci trovammo senza luce e quindi senza caffé, ma la vicina prima (con un thermos) e la scoperta che certe zone della città la luce l’avevano eccome, ci salvò la giornata. E mi ricordo che faceva freddo e poi caldo, il vento tropicale scaldò la giornata.

Qui siamo tutti pronti alla mancanza della luce, ma poco altro. L’uragano ci sfiorerà probabilmente appena.

Intanto ieri il compagno di viaggio ed io siamo stati in Virginia, e sull’onda dell’entusiasmo abbiamo comprato due smart phones, una tragedia, dal punto di vista della perdita di tempo, ma quanto sono divertenti!

La sera siamo stati da Zaytynia, un ristorante greco/mediorientale a China Town, con amici, per una specie di aperitivo. E questo chiude forse un pò il cerchio perché poco meno di un anno fa, in quello stesso ristorante festeggiammo il compleanno di un’amica e quella fu forse la prima serata menneno parzialmente disastrosa a DC. Oltretutto le mezze, che con l’happy hour fanno solo $4, sono molto buone e specie il polipetto fritto è favoloso.

Nell’attesa degli amici, ed è per questo che amo questa città, ci siamo rifugiati da uno scroscio improvviso dentro la National Portrait Gallery, dove c’é una mostra sulla collezione Koffler di Chicago intitolata, appunto, Made in Chicago.

Così, un pomeriggio da giovani professionisti di città, mostra più aperitivo, ma mette di buon umore.

Gli amici erano colmi di novità e buone notizie, e poi ci siamo lasciati davanti alla biblioteca, indugiando ancora per qualche minuto.

Oggi ho fatto qualche telefonata ad amici dei dintorni, per assicurami che sapessero che possono contare su di noi.

Ho messo dentro le piante di basilico, rosmarino e salvia, tolto gli arredi più leggeri dal giardino.

Ora non resta che sedersi e aspettare che Irene passi sopra le nostre teste, e forse nei nostri seminterrati.

Ho visto un cartello su un negozio, diceva “Be gentle, Irene” e speriamo che ascolti.

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