The most dangerous thing

di Laura Lippman

Cinque ragazzini all’inizio degli anni  Ottanta vivono quella relativa libertà che al mia generazione ricorda con affetto ma non è per niente disponibile a lasciare alla propria prole. In un quartiere sobborgo di Baltimora, circondato da un parco cittadino, i protagonisti scoprono le cose della vita e forgiano un’amicizia.

Ma trent’anni dopo, ai giorni nostri gli adulti che quei bambini sono diventati hanno vite variamente complicate, forse anche a causa degli avvenimenti di una notte d’autunno, in attesa di un uragano.

 

Ora il fatto che ieri sera io stessi leggendo questo libro, in attesa del mio proprio uragano, rientra nella categoria serendipity.

I motivi per cui dovreste leggerlo anche voi sono molti: intanto per comiciare, Laura Lippman migliora ad ogni romanzo, e sia chiaro che partivamo da un livello già molto elevato. Poi c’è il fatto che pur essendo un romanzo a se stante, fuori dalla serie principale, fanno capolino personaggi amati, e al lettore si offre un imperdibile scorcio in attesa che la saga continui.

I riferimenti letterari, scoperti abbastanza perché persino chi come me manca delle basi culturali, aprono porte a chi è curioso e probabilmente portano alla scoperta di altri autori, altri romanzi. (Un buon libro apre sempre la porta ad un altro libro ancora).

Infine, Baltimora, ancora protagonista fondamentale, è in questo romanzo, ed in particolare attraverso le figure femminili, meravigliosamente ritratta.

E a proposito delle figure femminili: meravigliosamente tratteggiate, piene di profondità e nuances.

Splendido.

3 thoughts on “The most dangerous thing

  1. be’ pare interessante. quando avrò smaltito gli ultimi acquisti fatti con il 3×2.
    come è andata con l’uragano, vi siete tanto spaventati… non deve essere una bella sensazione aspettare l’ignoto! 🙂 ciao bacio

  2. Mah, ti dir che non ero particolarmente spaventata, pi che altro preoccupata che entrasse acqua nel seminterrato. Invece non nemmeno andata via la luce, che era la cosa che davo per scontata. Voi come va? La mamma di Rouge?

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