Domenica: all the pretty horses

E’ una bella mattinata a Chincoteague Island, ma è domenica, e che domenica: fosse sfuggito a qualcuno, qui si commemora il decimo anniversario dell’11 settembre. Non credo sia correlato, ma i caffè sono tutti chiusi prima delle 8.30.

Così faccamo ancora un giro per la cittadina addormentata in attesa che il posto prescelto apra (a onor del vero, c’è già qualcuno seduto ai tavolini che guardano il mare, in attesa).

Dopo una colazione tranquilla, ci dirigiamo verso la riserva naturale, e la spiaggia.

Disclaimer: questo viaggio ha radici in un antico progetto di andare ad Assateague Island a vedere i pony allo stato brado. Parlo ancora di quando il compagno di viaggio stava a Baltimora.

Quindi questa è la mia chance. O quella dei pony.

I pony di Chincoteague hanno origini non meglio identificate, fatto sta che una madria di 150 cavalli è ormai endemica del parco, gestita dai ranger ma tecnicamente proprietà del corpo dei pompieri, che si finanziano vendendo ogni anno i puledri in eccesso, dando vita ogni anno allo spettacolo attesissimo della traversata a nuoto dei pony del braccio di mare tra le isole che contegono rispettivamente il paese e la riserva.

Noi non abbiamo bisogno di atraversare a nuoto: c’e’ una comoda strada a pelo d’acqua. Il renger al punto informazioni ci dice che non può garantire l’avvistamento dei pony, ma che in compenso le zanzare avvisteranno noi, e quindi di andarci piano. E così è, torniamo dal breve percorso auto-punto informazioni assaliti dai piccoli mostri.

L’unico riparo è la spiaggia. Che è meravigliosa e semivuota, il mare molto più tranquillo di ieri, il punto in cui l’uragano ha mangiato la spiaggia dieci giorni fa una ferita ancora visibile.

 

Ci sono aironi e uccelli marini ovunque, qualcuno fa surf, molti arrivano in bicicletta. Altri si allontanano già, dopo aver approfittato del parco nelle primissime ore del mattino.

Dopo una passeggiata pieds dans l’eau, rifacciamo il percorso a rovescio, ed eccoli: tre o quattro cavalli pezzati, (ad una certa distanza, devo dire) che pascolano tranquilli visibili dalla strada. Si può fare di meglio, ma almeno il viaggio non è stato invano 🙂

Fa molto caldo a Chincoteague, ma l’aria è invece tranquilla a Easton, dove ci fermiamo per pranzo. Ancora una cittadina coloniale, molto elegante, con un che di europeo. Paradossalmente sono aperti gli antiquari e le bigiotteri, meno i ristoranti, se non un paio a tovaglie bianche. Continuiamo fino a trovare un Italian market, in una piccola mall vicina al centro.

La ragazza al banco conversa con noi mentre prepara i panini. Ci dice che l’interno del negozio è stato copiato da uno di Torino, ma non ricorda quale purtroppo. Ci scambiamo opinioni sui negozi di specialità italiane della zona, su conoscenze comuni, lascio la mia email. In fondo siamo ad un’ora e mezza da casa. Il panino è ottimo. Compriamo anche pecorino, pancetta e una bottiglia di Sedara.

Ci fermiamo per il caffé in un altro locale visto all’arrivo, questa volta un posto all’americana, con sedie comode su tavolini spaiati e connessione wireless gratuita. Il meglio di due mondi.

Partiamo decidendo che Easton fa per noi 🙂

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...