2012, o aspettando la fine del mondo

Buon anno a tutti. Scrivo questo post il primo Gennaio ma voi lo leggerete il 2, perché mi sono ripromessa di non accedere a internet nel primo giorno dell’anno. È il primo di una complicata serie di propositi per l’anno nuovo di cui spero di riuscire ad adempiere diciamo un 10%.

Nel frattempo, comicio con un pò di disintossicazione da web, che male non fa, se funziona spero di ripetere l’esperimento. Oltre a ciò, l’inevitabile dieta, un po’ più di moto, meno pigirizia nel fare le cose che amo fare, soprattutto quando sono semplici e gratis. Per esempio più tardi andrò a visitare il Museo di Arte Orientale, che oggi apre le porte gratitamente nel pomeriggio.

Ad alcuni di voi questo dirà che sono in Italia, a Torino precisamente. In realtà ci sono già da un pò, abbiamo fatto Natale, e va da sé, Capodanno. Natale quest’anno ha visto inaugurare quella che spriamo diventi una tradizione: le letterine a Babbo Natale per adulti, ovvero un’email circolare tra fratelli e congnati in cui ciascuno esprime una o più preferenze. Un successone, e molti libri sono arrivati (ma che fantasia) più l’a copertina per l’Ipad… Ah, si, l’Ipad, questa e’ la mia novità in termini di gadget, idea del Compagno di Viaggio che, sospetto, lo voleva per sé, e passando davanti all’Apple store a Georgetown non ha resistito.

L’abbiamo portato in Italia ma non ci abbiamo fatto granché, qui a Torino la commessione wireless è ciò di cui maggiormente sentiamo la mancanza. Insomma, tanto per dire. Un altro proposito è ridare un pò di vita a questo blog, che ho trascurato dall’autunno, dopo un’estate vivace. Che volete, sono ondate di creatività che vanno e vengono 🙂 Poi c’è un altro progetto in ballo che tacerò per scaramanzia, ma prende tempo, anche al blog. Infine superare le paranoie di questo 2011 che è stato faticoso, pieno di sentieri da lastricare che spero finalmente di poter percorrere con agio.

Al solito vorrei essere più organizzata, meno pigra, più socievole, più attiva, imparare a fare qualcosa di nuovo, riprendere a fare qualcosa che non faccio più per i motivi succitati. Insomma, non è che penso davvero che riuscirò in tutto, ma non sono nemmeno una che si abbatte per le occasioni mancate, e fantasticare è ancora gratis, persino in questi tempi di crisi.

Una cosa è certa, questo 2012 sarà l’anno dei miei quarant’anni, e quindi forse qualche piccola correzione di rotta, indolore, appena percepibile, ci vuole. Viaggi, arte, libri, affetti, introspezione e quel che serve perché il dolorino alla base della schiena se ne vada. Un poco di tutto, per illudersi di mantenere la rotta. O distrarsi quando la si perde.

Benvenuto, 2012.

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