Libri di Gennaio 2012

La mia usuale maratona di letture non si è pienamente verificata quest’anno, che queste tre settimane sono volate e non so nemmeno dove.

Ma libri a Natale ne sono arrivati eccome, e qualcosa ho comprato io, per non smentirmi, e quindi tutti iniziati e molti non finiti, giacciono ai piedi del letto i seguenti volumi.

Gianrico Carofiglio, Il silenzio dell’Onda

Questo è l’unico che ho finito di leggere
Conoscete forse già la mia scarsa simpatia per Carofiglio, il suo indisponenete avvocato Guerrieri, la sua prosa da sono figo e non ve lo faccio pesare troppo.

Ma questo libro è andato un pelo meglio, forse perché i personaggi sono altri e molto più sfigati, poi c’è un cane anche se immaginario, e insomma la trama è proprio volatile ma il libro si lascia leggere, soprattutto in fase di digestione da vacanze natalizie.

Ancora da valutare ci sono
Sergio Staino, Terapia dell’amore, regalo da parte di un amico al Compagno di Viaggio (la maggior parte dei libri sono regali ad entrambi);

Francesco Fioretti, Il libro segreto di Dante, che cavalca l’ondata personaggi famosi assassini, vittime o investigatori, e ancora non ho cominciato pertanto non so a quale categoria sia ascritto l’Alighieri questa volta. Aperta una pagina a caso per saggiare la prosa, l’impressione è positiva.

Raccolta di poesie sui gatti dal titolo “I gatti lo sapranno”, che riprende una lirica pavesiana, regalo mia al CdV fatto in un momento di profonda zuccherosaggine. Ma il brano della Zymbowska vale il libro da solo.

Vauro Senesi, Le guerre di Vauro, dalla stessa fonte del libro di Staino, minaccia di portare depressione cosmica al lettore e pertanto è stato archiviato per giornate con più luce. D’altra parte è libro agile adatto essere portato in borsa per attese in solitarie sale d’aspetto o lunghi viaggi in treno.

W.G. Sebald, Gli anelli di saturno, mia personale richiesta su consiglio di amico affidabilissimo, mi sono un po’ pentita di averlo ordinato in italiano, ma, per ora intonso, sara’ in pole position per il lungo rientro che ci aspetta tra un paio di giorni.

Stefano Rodotà, Elogio del Moralismo, l’ho acquistato d’impulso dopo una settimana passata a leggere i quotidiani nazionali e ad ascoltare i telegiornali. Sono a metà e non mi sento meglio.

Per finire, la suocera mi ha passato un libro di Laura Mancinelli, che avevo già letto ma di cui lei (la suocera, non la Mancinelli) desiderava un’opinione fresca da parte mia. Pertanto I dodici abati di Challant è stato letto per intero per la seconda volta e l’opinione resta la stessa di dieci (quindici?) anni fa: una favola leggiadra da prendere con altrettanta leggiadria, godibilissima.

Oggi esce un altro Camilleri, con un titolo che ha a che vedere con il diavolo. E siccome si prevede un pomeriggio di shopping, il primo dei saldi, l’ultimo della vacanza, l’acquisto è certo.

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