Sociologia da banco: gli impiegati e i venditori in USA

Ce la metto tutta per aggiornare il blog, ma più cose una avrebbe da scrivere, meno tempo per scrivere si ritrova.

La settimana si è riempita di impegni senza quasi che il CdV ed io ce ne accorgessimo, senza contare gli imprevisti, che hanno preso tempo preziso per dirimere minuzie.

Un’osservazione estemporanea, e del tutto generica: trovo che in questo paese le persone negli uffici e nei negozi si dividano in due macro gruppi.

Il primo gruppo comprende quelli che vorrebbero essere da un’altra parte. Si distinguono da analogo gruppo dei miei connazionali perché sono mediamente meno ostantatamente maleducati. Lo sguardo è vago, la mossa lenta, l’ignoranza di informazioni base relative al luogo in cui si trovano vicina all’abisso. Viene voglia di scuoterli con forza, ma ripeto, non sono in linea di massima maleducati. Solo terribilmente ignavi, o almeno quella è l’impressione di fondo,

Poi c’è il secondo gruppo, gli entusiasti: vuoi perché amano il loro lavoro, vuoi perché sono particolarmente zelanti. Gli appartenenti al gruppo degli entusiasti esibiscono grandi sorrisi, fanno cenni di incoraggiamento, si complimentano con te per ogni minuzia: l’accento “esotico”, il nome musicale, il taglio di capelli. Sono felici di vederti, e te lo comunicano, ti augurano buona giornata come se fosse il giorno del tuo matrimonio.

Sono categorie così diverse da quelle reperibili da noi che ogni volta mi stupisco. Naturalmente si tratta di una generalizzazione, e sono certa che da qualche parte si nascondono le impiegate brusche ma efficienti, i venditori stanchi ma ancora collaborativi, e anche l’impiegato postale che ti tratta apesci in faccia, perché no. (Devo dire in verità che l’impiegata delle poste vicino a casa è invece molto gentile, efficiente e mai fuori le righe, insomma, non vorrei esagerare).

Dicevo, mentre gli ignavi mi irritano e vorrei schiaffeggiarli (ma non posso, perche’ non sono cafoni), gli entusiasti mi sconvolgono sempre un pochino, non riesco a non pensare a qualche sorta di sottile indottrinamento – chi di voi ha in mente Giovanna Marini in Vi parlo dell’America potrà forse pensare, a ragione, che quella indottrinata sono io, cito per gli smemorati:

La capa ufficia mi ha detto

vesta colori allegri

sorrida con occhi buoni eeee

mi raccomando

I NOMI!

 

E’ probabile che sia così, ma vorrei che si calmassero, si rilassassero un pochino, e smettessero di farmi da cheer leader mentre decido che bagnoschiuma comprare o a quale corso universitario iscrivermi. Mi stanco per loro!

 

 

 

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