Sul comodino

Ho messo un nuovo widget sulla barra accanto, che mi ha fatto venir voglia di parlare di nuovo di libri.

La verità è che ho meno tempo per leggere, e ancor meno poi per scrivere per divertimento, ma approfittiamo di questa levataccia all’alba, che da’ un’oretta in più per cazzaggiare.

Allora, sul comodino ho tre libri, uno comprato e due rigorosamente presi in biblioteca.

L’acquisto è “Fakers“di Paul Malizsewski, preso in una piccola libreria sovversiva di Philadelphia, a 5 dollari.

Ottimo acquisto. Parla di truffe letterarie e giornalistiche, cercando il confine tra la beffa e la malafede. L’autore stesso si è reso in passato “colpevole” – con intento satirico – ai danni della rivista per cui lavorava, una rigidissima testata di economia.

E’ una delizia, e lo consiglio a tutti.

In biblioteca ho preso “The daily you“, di Joseph Turow, analisi sull’utilizzo delle nuove tecnologia per scopi di marketing, che a tratti fa molto grande fratello. Ora guardo le pubblicità che google mi propone con altri occhi.

Infine, sempre in biblioteca,”What we talk about when we talk about Anne Frank” di Nathan Englander, raccolta di racconti con tocco surreale di Nathan Englander. Il titolo è favoloso, il contenuto segue a ruota.

Sono soddisfatta di tutti e tre i libri, per motivi diversi. Gli ultimi due mi sono stati suggeriti dall’impareggiabile NPR, radio pubblica americana dalla quale sono diventata dipendente, e da Books on the nightstands, podcast e sito, che ha anche prestato il titolo per il post.

Sempre in tema di libri e di widget, ho comiciato ad usare Goodreads, social network per lettori. Non abbandonerò la mia meravigliosa Librarything, che è il paradiso del nerd bibliofilo e che custodisce con cura la mia biblioteca. Ma sto spostando su Goodreads la mia wishlist perchè interagisce meglio con il blog, ha un discreto app per il telefono (si, sono ridotta in questo modo), ed e’ un pelo più interattivo.

Insomma, tanto per cambiare, ho il piede in due scarpe.

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2 thoughts on “Sul comodino

  1. Se la penultima frase la scrivevi in aramaico antico la capivo meglio (widget, social network, nerd, wishlist, blog, app, arghh!!) 🙂

  2. Che devo fare, ci sono corrispondenti in italiano? E se ci sono, non suonano anche peggio? E poi se no che nerd (sfigata, secchiona, no, niente, nun ze po’) sarei?

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