Veterani senza casa

Una delle cose che colpiscono di più il turista europeo sbarcato nella grande città americana, è la quantità di senzatetto.

Ce ne sono veramente molti, è una delle grandi piaghe. Secondo la National Coalition for the Homeless ogni anno circa 3 milioni e mezzo di americani si trovano senza casa. Sono numeri altissimi.

Sono anche molto visibili, almeno in certe zone delle città. A Washington per esempio, la gestione dei rifugi è alquanto complicata. Ce ne sono pochi, sono quasi tutti ai margini estremi dell’abitato (ma non tutti, uno per esempio è dietro casa mia), e l’amministrazione comunale non ha soldi a sufficienza per tenerli aperti 24 ore su 24.

Quindi al mattino, grossi pullman prelevano gli ospiti da questi centri di raccolta e li depositano in centro città. Washington è una città dal clima tendente al caldo, ma l’inverno esiste, ed è allora che i senzatetto vanno in cerca di un posto dove trascorrere la giornata. Le biblioteche pubbliche sono una risorsa naturale, come lo è per esempio la stazione, o certi diners un po’ tristi dove non ti buttano fuori se stai due ore con un caffé.

Poi verso sera, il pullman ripassa e le persone tornano al rifugio.

L’aumento di senza casa negli ultimi anni, soprattutto nel caso di gruppi famigliari, in genere guidati da una giovane mamma single, ha rappresentato una tale emergenza che il comune ha affittato un intero albergo per ospitare le famiglie nei mesi freddi, con evidente dispendio di denaro.

Sono ovvi i legami tra malattia mentale e incapacità di mantenere una vita stabile, ma il problema è ormai ben oltre.

Da reagan in qua, i fondi federali per la costruzione di abitazioni a prezzi accessibili sono stati via via tagliati, non c’è un vero piano d’azione e si vive alla giornata, affidandosi all’azione di chiese, associazioni e privati che fanno un ottimo lavoro ma non condividono necessariamente un progetto comune.

Colpisce in particolare, in un paese dove un’auto su due esibisce un adesivo per “sostenere le truppe”, e molte case sfoggiano bandiera a stelle e strisce sul portico, la quantità di veterani che popolano le file dei senzatetto. Si parla di 23%, uno su quattro, quando la rispetto all’intera popolazione sono solo l’11%.

Sono cifre da capogiro. La stragrande maggioranza proviene dalle ultime guerre, Afghanistan e Iraq, e questo gruppo pare essere arrivato ad unirsi alle file degli homeless molto più velocemente di quanto non fosse successo per esempio, ai veterani di Vietnam e Corea.

Di recente sentivo un programma in radio in cui un ssoldato rientrato dall’Iraq raccontava della propria difficoltà a trovare lavoro dopo che gli era stato promesso che avrebbe avuto aziende ai suoi piedi.

Questo naturalmente è solo uno dei problemi. Molti veterani tornano con problemi psicologici fortissimi. Molti erano già parte di un gruppo a rischio al momento dell’arrualamento.

In ogni caso, questi sono i numeri, e fanno impressione.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...