Learning to swim

di Sarah J. Henry

 

La prima frase e’ perfetta. “If I blinked, I would have missed it”.

L’idea e’ buona: una giovane donna attraversa in traghetto un lago del Vermont, e vede qualcuno cadere in acqua dal traghetto che va in direzione opposta. Si getta in acqua e salva un bambino. Il bambino parla francese, non sembra sapere il proprio nome, e la giovane donna inizia a investigare – invece di chiamare la polizia.

Il resto potrebbe essere un giallo, vorrebbe essere un giallo. Invece ha un po’ troppe influenze da romanzo rosa per i miei gusti, con dettagliati descrizioni di abiti e tensione sentimentale tra la nostra eroina e almeno altri tre personaggi.

Non e’ che sia scritto male, intendiamoci: e’ un’ opera prima, magari e’ quello. Comunque, lascia leggermente insoddisfatti ma in compenso e’ la lettura da aeroplano perfetta. Scorre, non impegna, si lascia e si prende semza troppa fatica.

Invece io l’ho letto sul mio divano perche’, ve ne ho parlato?, finalmente ho cominciato ad usare il Kindle, avendo scoperto che in biblioteca posso prendera a prestito gli ebooks. (vedi post successivo – magari domani)

 

 

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