Treme

Di rado recensisco film e serie televisive da cui pure sono affascinata. Ma David Simon sicuramente merita un’eccezione per motivi vari che sarebbero lunghi da elencare ma soprattutto perché è un narratore favoloso.

Usa la televisione con lentezza e cura, per affezionarsi alle sue storie bisogna a volte portare un po’ di pazienza, le trame sono a volte elusive ma poi offrono momenti di pura ispirazione, i personaggi come nella vita sfuggono facili caratterizzazioni e gli attori sono sempre, sempre favolosi.

Treme è uno sguardo pieno di amore e rabbia alla New Orleans post Katrina. Il coro di protagonisti che si viene formando nel corso della serie (il CdV ed io siamo alla seconda, una terza sta cominciando in questi giorni su HBO) combatte quotidianamente contro burocrazia, corruzione, violenza – a volte anche contro i propri limiti – e lo fa semplicemente continuando con la propria vita in una città devastata non soltanto dall’uragano.

Oltre a questo c’è la musica e c’è la cucina, le centinaia di sottoculture ricchissime di New Orleans, la sua corruzione e la sua coesione come città, le second line, il carnevale, i funerali e il fiume.

Per un breve assaggio, un montaggio di una puntata della prima serie, con la meravigliosa My Indian Red in sottofondo

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