Dark Places

di Gillian Flynn

Nelle pagine in fondo, quelle dei ringraziamenti, Flynn nomina il marito per ” dormire ogni notte accanto a me a luce spenta, nonostante sappia che cosa mi passa per la testa”.

In effetti la signora ha una meravigliosa fantasia nera, capace di creare personaggi pieni di ombre, che siano vittime o carnefici. Ed è difficile stabilire chi è vittima e chi carnefice in questo noir che deve molto alla Highsmith ma che non sfugge la tentazione del truculento (non è per stomaci deboli, ve lo dico subito).

Libby Day, la protagonista, è sopravvissuta da bambina al massacro della propria famiglia presumibilmente da parte del fratello, e si lascia trasportare dagli eventi fino a quando, ormai adulta, non viene avvicinata da un giovane un po’ morboso che fa parte di un club dedicato alla dissezione di real crime.

Siccome nessuno è esente da luoghi oscuri, in questo romanzo, sarà più la prospettiva di qualche dollaro guadagnato che il desiderio di verità a spingere Libby ad indagare sul proprio passato.

Questo romanzo non è perfetto, ne’ per trama ne’ per scrittura, ma sono due o tre ore di divertimento assicurato, certamente meglio di un horror al cinema!

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