Town and Gown

L’estate indiana ci ha sorpreso a Princeton, tranquilla e ricca cittadina del New Jersey ospite dell’omonima università (reale meta del viaggio). I 15 gradi di metà novembre contrastavano con gli alberi caduti (alcuni secolari) durante l’uragano, che la città sta ancora rimuovendo dai marciapiedi, e dai cumuli di neve ancora sugli angoli delle strade dalla nevicata della scorsa settimana.

Ma ignorando tutto ciò, sembra primavera nel centro presepio di Princeton, con i suoi negozietti dai prezzi con troppi zeri e i suoi caffé pieni il giorno dei Veterani, una specie di festa a metà, dove solo i lavoratori federali e al limite le banche sono realmente in vacanza.

L’università è il centro del mondo locale, ma la separazione è netta. Solo gli studenti, non gli edifici, sono autorizzati ad attraversare Nassau Street, ma il campus è un paradiso di architettura neogotica con occasionali eccentriche entrate nel neoclassico, dai tempi in cui la massoneria cercava di distanziarsi dalla chiesa. Oggi Princeton è laica, ricca, Ivy League.

C’è anche una delle migliori librerie che abbia visto in parecchio tempo.

Per quanto ci riguarda, ospita un collega piacevolissimo del CdV e la sua famiglia, altrettanto simpatica.

Il ritorno mi ha fatto sentire stranamente a mio agio, come una che percorre una strada ormai famigliare. La Interstate 95 attraversa Philadelphia elegante con i suoi palazzi, il Delaware river che sembra un mare, pieno di navi cargo a sinistra, il Sasqueanna con i suoi ponti che sfidano la gravità e poi verso sud, la campagna che perde i colori brillanti del nord est in autunno e vira decisa al color ruggine, il tunnel che si tuffa sotto il porto di Baltimore e riemerge sul Patapsco, fiume senza pretese pieno di jogger in questa giornata così calda.

Da Baltimore al Distretto ci sentiamo come se fossimo nel nostro back yard, come dicono qui. Ogni curva, ogni palazzo (guarda, hanno finito di costruire il nuovo Costco), sono familiari e vicini, e poi casa, in un attimo.

C’è un vetro rotto nella finestra dell’attico, si vede bene con il sole che ci batte contro. Domani si ricomincia, chiamando il vetraio.

 

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One thought on “Town and Gown

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