Una notte qualsiasi

Verso le 4 del mattino luci rosse gialle invadono la stanza, che da’ sulla strada. Ci metto qualche altro secondo perché anche le voci concitate e l’odore acre di fumo arrivino alla mia coscienza.

Mi alzo in fretta, i vicini tre porte più indietro sono in pigiama e pantofole, e guadano la loro casa bruciare. Kate, la vicina a sinistra, ha già reagito, li sta raccogliendo (sono una famiglia numerosa, con molte genrazioni sotto lo stesso tetto) e guidando nel proprio soggiorno: inutile rimanere fermi nella pioggia, con due gradi di massima a guardare il lavoro dei pompieri. Ho già scritto dei pompieri in precedenza. Per qualche motivo la loro sola presenza porta uno stato irreale di calma: lavorano in maniera efficiente, senza gridare, senza correre. Percorrono le lunghe scale fino al tetto e ritorno, qualcuno da’ ordini da un megafono ma persino quelli risultano attutiti.

L’inferno è silenzioso, nella notte di Washington.

Offro coperte e spazzolini da denti alla famiglia di rifugiati nel soggiorno di Kate. Hanno lo sguardo spaurito e vagamente sotto shock, tutti tranne Nancy, la matriarca, che è già al telefono con qualche parente per organizzare il futuro.

Io e Pritam, il marito di Kate, restiamo in silenzio a guradarli perché non ci sono parole da dire.

I pompieri se na vanno verso le 6, in semi silenzio come sono venuti.

Stamattina i ragazzi percorrono la strada verso scuola come sempre, con grida e scatti di corsa, l’impresa che sta ristrutturando la casa di fronte è al lavoro e riconosco le risa dei muratori sud americani che ormai da mesi mi salutano al mattino quando esco.

Non so se i vicini sono ancora con Kate o se siano sfollati a casa di parenti. Non so, soprattutto, se potranno rientrare nella loro casa e quando, stamane un furgone di un’impresa specializzata in danni da incendio è parcheggiato fuori, sembra che solo la soffitta abbia subito danni.

Di tutti i modi in cui la gente può perdere la propria casa, e gli Stati Uniti sono specialisti in questo, con Red Lining, banche fuori controllo nel recupero crediti, leggi che avallano la segregazione e lo sviluppo selvaggio, questo non è forse il più crudele, ma è certo il più shoccante,

 

 

 

 

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