New Orleans, Day One

There are three cities in America, New York, San Francisco and New Orleans – all the rest is Cleveland (vista su una t shirt, attribuita a Tennessee Williams. Non sono d’accordo, ma era carina)

Ho rinunciato al reportage delle vacanze estive, ma forse sono ancora in tempo per questo breve interludio invernale nel cuore della Louisiana, visto che da New Orleans sto scrivendo. Diamoci una chance.

Non essendo tornati in Italia per Natale, abbiamo deciso di regalarci una settimana, la prima dell’anno nuovo, in un posto dove nessuno dei due era mai stato.

Così il primo Gennaio siamo sbarcati al Louis Armstrong International Airport, dopo un viaggio di tre ore.

In città è primavera, ma non saremo così fortunati a lungo. Il B&B è nel Marigny, a pochi isolati da Frenchmen street ed è li che ci ritroviamo, quasi senza accorgercene, alla ricerca di una cena.

Frenchmen è considerata la via autentica della città, con i locali pieni di gruppetti musicali emergenti (o appena emersi), frequentata principalmente dai nativi; i turisti sono spesso una razza che ama vedere ciò che si aspettava, e non aiuta il battere continuo degli albergatori e degli uffici turistici che raccomandano di non avventurarsi fuori dalle zone conosciute. New Orleans è ancora la città più violenta d’America.

Ma non tutti i turisti rispettano i proclami, ed eccoci qua, a mangiare fritti di pesce povero in un ristorante dove i camerieri indossano fedora ed il menù è in due lingue. Ovviamente il vile turismo ha toccato Frenchmen street.

Il giorno dopo la giornata è frescolina ma soleggiata, e ci buttiamo a capofitto nei quartieri francesi, entrando con determinazione in ogni singolo negozio di gadget, galleria d’arte e caffé con paste.

La città è bellissima, l’atmosfera riesce ad essere autentica persino ai margini di Bourbon street, e chi legge questo blog sa come mi sento a proposito dei fiumi del nord America. Il Mississippi è immenso, meraviglios, potente.

Non so quanto a lungo abbiamo camminato (cioè lo so, perché il contapassi è la mia nuova ossessione, ma vi risparmio), ma siamo già alla fase in cui leggiamo i cartelli delle agenzie immobiliari :). Alcuni segnalano che la casa è infestata dai fantasmi, come punto di merito.

Ci concediamo anche un massaggio, per mano di violentissimi terapisti cinesi, e così abbiamo provato anche l’ebrezza dell’aggressione. Sarò dolorante per i due giorni successivi.

Per strada, abbondano turisti americani dell’Oklahoma e dell’Alabama. La sera del 2,le due squadre si affrontano  nel Sugar Bowl – partita del torneo universitario di football, che svuoterà le strade dalla maggior parte degli avventori.

E così è quasi tutto per noi un ristorante creolo tra Decatur e Canal street, dove assaggio il mio primo Gumbo.

Prima di partire, dovrò procurarmi un libro di ricette.

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