Book of Ages

Book of Ages
Jill Lepore

In un lungo week end pieno di amici che partono per nuove vite, altri che arrivano in visita dal vecchio continente, e lunghi discorsi a tarda serata su cosa significhi essere persone con una spiritualità, la caduta della Germania orientale e il legame tra gemelli omozigoti, mi sono ritagliata il tempo per uno dei più bei libri che abbia mai letto: Book of Ages, di Jill Lepore

Lepore è una storica, e il suo libro getta luce sulla vita di Jane Macomb, la sorella di Benjamin Franklin. I due si sono scambiati lettere e opinioni per tutta la rispettiva lunga vita, si amavano e rispettavano, ma non potevano più diversi nel destino che gli si prospettava.

Se vi devo spiegare chi era Benjamin Franklin forse abbiamo un problema. Jane dal canto suo scriveva con incertezza ma leggeva con voracità, anche se solo nella terza parte della sua vita è riuscita a farlo con agio; 13 figli, dei quali una sola le sopravvisse, un marito senza prospettive, una rivoluzione che la costrinse ad abbandonare la sua città e vagare per anni di familiare in familiare, lavori per tenersi a galla che andavano dal produrre sapone con la ricetta di famiglia all’avere ospiti paganti in casa: son tutte cose che incidono sul tempo dedicato alla lettura.

Lepore racconta la storia di Jane, che è la storia di un secolo in fermento, e di un paese in via di definizione, e di un uomo senz’altro straordinario, Benjamin. Ma è soprattutto la storia di chi non ha potuto scriverla in prima persona. A fronte della sterminata produzione letteraria di Franklin, Macomb scrive – oltre alle lettere – un solo libro, di 16 pagine, The Book of Ages, la cronaca delle nascite e delle morti dei suoi figli, e incidentalmente di altri parenti. Sono nomi, date, e qualche osservvazione personale sugli eventi. E’ l’unica speranza che abbiamo, come gente comune, di sfuggire l’oblio.

Quando è finalmente vedova, e tutti i figli, i nipoti e i pronipoti hanno lasciato il suo tetto, in un modo o nell’altro, è allora che Jane diventa tridimensionale, agli occhi del lettore: la corrispondenza con il fratello mostra spirito d’osservazione, acutezza, sicurezza nelle proprio opinioni. Benjamin condivide sicuramente il piacere di questa corrispondenza con la sorella minore, che però non sarà mai menzionata nel suo lungo memoir.

Il libro è scritto benissimo e racconta una storia appassionante, quella di noi tutti, che non abbiamo avuto accesso al palcoscenico principale del mondo. Lepore getta luce su una donna straordinaria che ha avuto una vita, come molti, del tutto ordinaria.

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