Elezioni Presidenziali 2016: Candidati Repubblicani

A quasi un anno dalle elezioni presidenziali del 2016, ecco a voi i candidati Repubblicani

O alcuni di loro. Ci sono infatti al momento 15 candidati per le primarie del partito repubblicano. Alcune saranno facce note anche in Italia, altre meno.

Vediamo:

Jeb Bush

Il nome vi suona familiare? Se vincesse, sarebbe il terzo presidente con questo nome, dopo il padre ed il fratello. È il candidato con maggiori fondi per la campagna elettorale (capita, se si fa parte di una famiglia di petrolieri). E’ un conservatore ma meno estremo di altri, e devia dal percorso standard dei colleghi nel supporto alla legalizzazione dell’immigrazione clandestina. Mentre questa scelta porta critiche dalla base Repubblicana, potrebbe portargli voti dall’elettorato ispanico e in generale dalle seconde generazioni. È stato in passato governatore della Florida.

Ben Carson

Neurochirurgo in pansione, dal prestigioso Johns Hopkins a Baltimora, Carson è anche l’unico candidato afro americano, ed è un feroce oppositore delle politiche di Obama in termini di sanità. È noto per uscite che fanno discutere, mancanza di auto censura, e polemica facile. Per questo, è un beniamo di Fox News.

Chris Christie

Christie è un repubblicano moderato ed il governatore del New Jersey, recentemente balzato alle cronache per aver fatto chiudere il ponte verso NY City bloccando il traffico per ore senza un vero motivo, e per poi aver scaricato la responsabilità su qualcun altro. È un politico consumato, ma non sembra avere una vera piattaforma, si gioca tutto sul carisma.

Ted Cruz

Ted Cruz rappresenta la destra cristiana, il tea party e i liberisti estremi. Si oppone a qualunque posizione governativa, a qualunque budget, a qualunque forma di welfare.

Carly Fiorina

L’unica donna candidata per il partito repubblicano, Fiorina viene dal mondo della finanza e delle grandi aziende, di cui è stata, tra l’altro, CEO di HP, con risultati molto discutibili. Tuttavia, questa è la sua piattaforma: una donna che ha raggiunto il successo in un mondo maschile, e l’antitesi dell’altra donna candidata, Hillary Clinton.

Jim Gilmore

Ex governatore della Virginia, Gilmore ritorna alla politica dopo un’ assenza di quasi 15 anni, perché gli pare che il paese sia in declino.

Lindsey Graham

Graham è focalizzato sul pericolo dall’esterno, che ritiene reale e pressante.

Mike Huckabee

Ex governatore dell’Arkansas, Huckabee è un cristiano conservatore, con il twist di essere favorevole ad un certo tipo di welfare, come quello mirato alle persone anziane,  Medicare e Medicaid.

Bobby Jindal

Salito alla ribalta in Louisiana dopo katrina, Jindal è uno dei candidati “presentabili”, con un background nell’accademia, Jindal ha fama di riformatore ma anche di persona difficile, con uno speciale focus anti establishment.

John Kasich

Kasich rappresenta la sinistra Repubblicana, al punto che potrebbe essere democratico. E’ a favore dell’espansione del welfare ed è contrario alla politica guerresca. A suo favore gioca il fatto di essere stato governatore dell’Ohio, che tradizionalmente è uno degli stati indecisi che influenzano la corsa finale alla presidenza.

George Pataki

Pataki, tre volte governatore dello stato di New York, è favorevole all’aborto ed è un supporter delle istanze Gay. E pensavate di sapere tutto sui candidati, scommetto! E’ anche a favore dei tagli alle spese pubbliche, e sembra ispirarsi al percorso di Rudolph Giuliani nel 2012.

Rand Paul

Rand Paul è figlio di Ron Paul, outsider nel 2012, e ne ha ereditato l’elettorato liberista e “conservatista” fiscale. Il campo è piuttosto popolato, come possiamo vedere.

Marco Rubio

Rubio ha speranze, si dice da queste parti, e ricorda nel messaggio ottimista, nell’eloquio convincente e nel tocco di diversity il presidente Obama. In più parla spagnolo, in un paese in cui una seconda lingua è considerata chic e un poco eccentrica.

Rick Santorum

Santorum venne a suo tempo dileggiato da Dan Savage in modo che rifiuto di riportare sul blog (ma potete trovarlo qui). Il motivo è la sua posizione estrema contro le istanze gay, ma oggi si presenta come colletto blu conservatore, cercando di far presa sulla classe media e le sue paure del radicalismo islamico.

Donald Trump

The Trump, come dicono gli americani, ormai è il nostro circo personale, grazie anche a Fox News e altri canali del genere che non se lo fanno scappare nemmeno per un giorno. Imbarazzante, fuori dalle righe, senza decenza, è stato paragonato a Berlusconi per i messaggi assolutamente eccessivi e per il forte patrimonio personale (ma mi dicono che sia moooltooo più ricco). Dopo tutto questo tempo, Trump è ancora convinto che Obama non sia nato in America.

Fonti

Ny Times

Conservative Review

The Atlantic

Slate’s Political GabFest podcast

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