Il Giovane Favoloso

Di Mario Martone

Arrivo tardi, lo so, e d’altronde questo è il dramma dell’emigrante (ah ah). I libri si reperiscono facilmente, i film sono un pò più ardui, mica tutto passa da Netflix. (Questo poi magari si, mica ho controllato).

Insomma in città c’è un gruppo di volonterosi italofoni o italofili (non italiani) che organizza visioni di film circa una volta al mese, nella sala della Casa Italiana, ovvero il circolo di Italoamericani con cucina e chiesa annesse che non manca in quasi nessuna grande città Nord Americana.

Quindi ci siamo cuzzati due ore abbondanti, seduti su sedia di finta pelle, di Giacomo Leopardi in versione Elio Germano che soffre, annusa libri, e si rotola sulle sponde dei fiumi di tutta Italia.

Ora sembra male, detto così, ma il film non mi è mica dispiaciuto, anzi, gli attori sono bravi, la storia avvincente anche se magari la narrazione va un pò lenta, qua e là, ma nel complesso, non male. L’unica cosa che ci ha lasciato perplessi, ci si diceva col CdV attraversando Judiciary Square dopo la proiezione, sono certe libertà – presumiamo – che si è presa la sceneggiatura. Risulta da alcuna parte che Leopardi visitò mai un basso napoletano con tanto di prostituta ermafrodita? E che lo fece in preda ad una specie di semi delirio? E soprattutto, perché?

E insomma, gli davo anche un discreto voto, al film, ma poi mi scrive un’email l’amica americana con cui abbiamo visto il film, che non c’era stato tempo di discuterne, sul momento. E mi dice, l’amica: era proprio un’anima torturata, questo poeta. E allora mi viene l’attacco di bile.

Perché alla fine io ci ho messo il mio filtro, davanti a questo film, quello che ama il Leopardi delle operette morali, il filosofo e pensatore tagliente e straordinariamente lucido e moderno. E invece a chi di Leopardi non sa nulla (e sia chiaro, non è che io sia un’esperta), il film restituisce esattamente l’immagine che da generazioni viene venduta ai liceali, il povero poeta sfortunato in amore e in salute, ma con un animo tanto, tanto sensibile.

Chiaramente qualcosa è andato storto, nella narrazione di Martone. Ma francamente, di rivedermi il film per capire che cosa, non ne ho proprio voglia alcuna. Semmai, mi leggo un po di Leopardi.

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