Il potere degli atleti, i soldi delle università

Le grandi università americane spendono soldi soprattutto in infrastrutture, a quanto pare. Nuovi dormitori, laboratori all’avanguardia, vetrine che attirano i possibili futuri studenti, e poi, in maniera eclatante, stadi e palestre per le squadre sportive.

Se non siete qui, a vederlo di persona, non potete nemmeno immaginare che cos’è lo sport a livello universitario, come coinvolge tutti i livelli della società, e soprattutto quale formidabile macchina per soldi è diventato.

Per dire, il college che ci mantiene in vita in questa città, ha ricevuto una donazione di 50 milioni di dollari per un nuovo stadio di football, da parte di privati.

Una borsa di studio per motivi sportivi è il sacro graal per molti studenti, soprattutto quelli che normalmente non possono ambire ai college elitari come quello sopra citato. Una volta dentro, lo studente atleta ha un orario speciale che gli permette di partecipare ad allenamenti e trasferte, e spesso gli si fanno favori accademici per consentirgli di continuare la carriera.

Una minoranza può poi ambire allo sport professionale di alto livello, ma per molti il diploma di laurea dell’università è già un buon contratto, in teoria.

In realtà, più lo sport universitario diventa fonte di reddito per le scuole, più gli atleti vengono spremuti, spesso andando incontro ad infortuni e trascurando la carriera accademica per quella sportiva, che doveva essere solo il veicolo.

Avendo visto quanto i loro sforzi contribuiscano al benessere della scuola, si cominciano a vedere i tentativi degli studenti atleti di incassare parte del raccolto. Per esempio di recente i giocatori di football della Northwestern University sono arrivati a tanto così dal costituire un sindacato. Purtroppo lo sforzo non è andato a buon fine, ma è valsa ugualmente la pena di vedere i papaveri dell’università sudare freddo.

Nel frattempo attendiamo la decisione riguardo ad una class action che richiede uno stipendio agli atleti, e non solo il minimo per pagare la scuola. Per molti ragazzi facenti parte di minoranze, la sopravvivenza durante il ciclo di studi unito allo sforzo atletico è una lotta.

La cosa fa ribollire il sangue, se pensiamo ai soldi per i diritti di trasmissione ed agli sponsor.

Ma far parte di queste istituzioni ed essere così visibili a livello di media offre a questi ragazzi un palcoscenico notevole, e i giocatori di colore dell’Università del Missouri hanno ottenuto le dimissione del presidente dell’Università, per aver mal gestito i problemi razziali presenti sul campus, dopo che mesi di proteste degli studenti regolari non avevano avuto effetto alcuno.

Mi piace vedere questi ragazzi scoprire a poco a poco il loro potere, ed imparare ad usarlo nel modo più efficace. A quanto pare l’istruzione accademica ha ancora un senso 🙂

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