No Loitering, No sleeping

Nel Grande Paese in cui vivo buona parte dell’anno, è facile vedere dei cartelli affissi ad edifici pubblici e privati che dicono “No Loitering”. Loitering si può tradurre con “passeggiare senza meta”, “sostare in un luogo pubblico o prvato senza un motivo preciso” o anche “cazzeggiare”.

Naturalmente se una persona come me passeggia senza meta davanti ad un edificio, è molto probabile che la gente la ignori o al limite le chieda cortesemente se ha bisogno di aiuto (questo accadde per esempio mentre sedevo sui gradini della mia futura casa, in attesa dell’agente immobiliare. In un quartiere principalmente afro americano una signora si fermò preoccupata per chiedermi se mi ero persa e volevo usare il suo telefono).

In realtà, le vere vittime (obiettivi?) del “no loitering” sono principalmente i senza tetto, che cercano riparo in sottoscala o angoli un poco meno ventosi tra gli edifici.

Ma anche i luoghi pubblici, come parchi o giardini, non sono ospitali per i senzatetto. Si arriva al punto di mettere braccioli alle panchine pubbliche per evetira che ci si possano sdraiare.

Naturalmente non sono gli USA gli unici a perseguire un comportamento così oltraggioso. Ricordate il Comune di Treviso e gli extracomunitari sulle panchine?

In particolare, ultimamente si crimanalizzano, sotto l’ombrello utilissimo della salute e dell’ordine pubblico, il campeggio fuori da luoghi a pagamento, vivere all’interno del proprio veicolo, o sedere su un marciapede accanto ai propri averi. Le leggi in questo senso si moltiplicano, e in alcuni casi le pene sono multe salate o persino la prigione.

La cosiddetta gentrificazione, soprattutto – ma non esclusivamente – dove portata avanti da imprenditoria aggressiva, è all’origine di questo movimento detestabile contro la parte più debole della popolazione.

Dico non solo: molte delle riunioni di quartiere a cui partecipo hanno come oggetto la presenza (spesso sgradita) di un rifugio per senza tetto presente nella zona e il “loitering” dei suoi ospiti nelle ore diurne, quando il suddetto rifugio rimane chiuso. E’ uno spettacolo, quello dei miei vicini di casa in preda alla furia perché non riescono a cacciare i poveracci – penoso e vergognoso. E’ anche uno dei pochi argomenti su cui vanno tutti d’accordo, indipendentemente da età, censo e linee razziali. Unificati contro i più deboli.

Naturalmente non tutti subiscono passavamente leggi così inique. :e associazioni che cercano di alleviare le difficoltà di poveri e senza tetto reagiscono a gran voce, mi manifestanti manifestano (ad esempio l’encomiabile Freedom of Sleeping) di fronte a comuni  e parlamenti locali.

Lo stesso governo federale ha espresso un parere negativo rispetto alle leggi promulgate dai singoli stati in questo senso, in quanto andrebbero (vanno) contro il principio dell’ ottavo emendamento della costituzione, quello che parla di punizioni inusuali e crudeli, eccessive rispetto al reato commesso.

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One thought on “No Loitering, No sleeping

  1. È un problema controverso quello dei senzatetto. Ognuno è libero di vivere come vuole e secondo le proprie possibilità; se non ci sono e si vive in un paese civile, i più deboli vanno tutelati. Il problema è un altro, la condivisione e rispetto di spazi pubblici … anche su questo punto la reazione sconsiderata di certa popolazione è il frutto dell’assenza di regolamentazione e tutela in proposito

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